La Gelmini a viale Trastevere

maggio 8th, 2008

mariastellagelmini.jpgL’avevamo messa tra i candidati papabili e non ci siamo sbagliati. Mariastella Gelmini è il nuovo ministro dell’Istruzione e dell’Università, che come nel 2001 con Letizia Moratti, torna ad accorpare le due materie. Un volto nuovo, un nome che ricorda qualcosa solo ai più attenti alla politica, una donna da cui in molti si aspettano la capacità di risollevare un sistema che arranca.

Ma chi è Mariastella Gelmini? “Se il Cav è Napoleone, lei è Masséna, il principe dei suoi marescialli, responsabile della provincia chiave dell’impero”. Così un paio di anni fa, Giancarlo Perna definì sulle pagine de Il Giornale la coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia, 34 anni, originaria della provincia di Brescia dove ha iniziato la gavetta politica nel 1994 e dove ha vissuto sino alle elezioni del 2006 quando fece il suo ingresso a Montecitorio.

In quattordici anni la sua fama di Maresciallo si è andata man mano consolidando – “un coordinatore con le palle” dicono banalmente di lei nei pressi del Lago di Garda – e recentemente Panorama ne ha tracciato il seguente profilo: “Stile inappuntabile. Toni pacati. Tutta casa, palestra e partito. Ecco chi è Mariastella Gelmini. Non sventola le autoreggenti come promo di Forza Italia. Non dà di matto quando incrocia una trans comunista nel bagno di Montecitorio. In un partito pieno di personaggi sopra le righe, lei è l’aristotelica ‘aurea medietà’”.

Ben venga la medietà in un’arena politica dominata da prime donne di ambo i sessi. E se anche a scorrere il suo curriculum sembrerebbe che la Gelmini è soprattutto un’esperta di ambiente e agricoltura, l’augurio è che a viale Trastevere ritrovi il bandolo di una matassa che, in tema di università, al momento è davvero ben arrovellata.

9 Comments

  1. grazia says:

    Carissima sig.Gelmini,sono una donna sposata ho 2 bambini, a gennaio sono partita per andare a lavorare come collaboratrice scolastica a Padova, dove mio marito ha iniziato 3 mesi prima.Vorrei sapere se avrò possibilità a lavorare con la nuova domanda che ho presentato a luglio2008.

  2. Anonimo says:

    Ministro dell’Istruzione o della Distruzione?

  3. res&dev says:

    Look at this http://www.nature.com/news/2008/081015/full/455840b.html
    This woman is killing italian public research! The death of mind is waiting for you!
    Look out italians and be afraid !!

  4. MARIO says:

    NON HA LE COMPETENZE SPECIFICHE PER POTER SVOLGERE IL DELICATO INCARICO DI MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E DELL’UNIVERSITA’. E’ UN “SEMPLICE AVVOCATO AD INDIRIZZO AMMINISTRATIVO” E CONSIDERATO CHE E’ NATA NEL 1973 BISOGNA PUR CAPIRE QUANDO MAI HA FATTO TALE PROFESSIONE E CON QUALI RISULTATI. RITORNI PURE NELLA SUA BRESCIA A FARE L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA “FORSE A PIANTARE PATATE DI ARRECA MENO DANNO”.

  5. don maf says:

    lavoro nella scuola da sempre, amo la scuola, la vivo e vi lavoro con intensità,
    ma se ne ho visti di dirigenti ministri passare senza competenza a tracciare inutili percorsi senza saperne l’essenza: talvolta un bidello ne sà di più e riuscirebbe a fare di più …… e poi prendo 1040 euro al mese, porto il lavoro a casa e mi vergogno di chi mi dirige e chi mi rappresenta!

  6. Raffaele, napoletano di trieste says:

    Tieni duro sull’insegnante unico alle elementari.
    Attenta alle generalizzazioni, specie sugli insegnanti meridionali. Con tutti i sacrifici che hanno fatto trasferendosi per lavoro bei più reconditi anfratti del nostro paese, meritano più rispetto.

  7. ivan il terribile says:

    non è mica la figlia di don Gelmini?

  8. tina says:

    Al ministero dell’istruzione servono persone sapienti e competenti, auguro alla sig. Mariastella, ministro dell’istruzione, di usare la sua forza per conoscere ed acoltare la scuola troppo importante per essere trattata superficialmente!

  9. elisa says:

    al ministero dell’istruzione sarebbe stata adeguata una figura politica provieniente dal mondo della scuola o quanto meno dall’università. Il ministero non va solo gestito ma vanno sentite e conosciute concretamente le vere problematiche del mondo della scuola e dell’università..

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