Un’estate per crescere

giugno 30th, 2008

ok.jpgLa sessione estiva è nel pieno, ma per quanto possa sembrarvi un miraggio, arriverà il giorno in cui potrete sgombrare la scrivania e dimenticare, almeno per un mesetto, di essere iscritti all’università. Sarà in quel momento che molti di voi, calendario e atlante alla mano, sceglierà la meta delle vacanze. Mare, montagna, città o viaggio on the road. Di modi per passarle ce ne sono un’infinità, ma quest’anno abbiamo pensato di proporvi qualcosa di diverso: cinque possibili alternative per arricchire se stessi anche senza avere i libri tra le mani.
Dal volontariato internazionale al lavoretto in terra straniera per imparare una lingua, di modi per mettere a frutto l’estate ce ne sono a volontà. Gli itinerari naturalistici del CTS propongono viaggi all’insegna di realtà naturalistiche in cui prendersi cura delle specie animali più in difficoltà. Gli stage sportivi sono pensati su misura per chi desidera coltivare la passione per l’attività fisica anche d’estate. E se proprio qualcuno non ce la fa ad abbandonare i manuali per tutto questo tempo, esistono sempre le Summer School, che oltre ad approfondire un argomento, regalano anche qualche credito universitario.

Il volontariato
Al servizio degli altri

C’è solo da scegliere il luogo, e poi non rimane che partire. Dalla “vicina” Europa orientale fino al Sud America, l’obiettivo è comune: prestare aiuto alla gente. Costruire centri giovanili andati distrutti, pulire l’ambiente, animare le giornate di bimbi e adolescenti che vivono in case-famiglia, questo ed altro ancora è il volontariato. A chi decide di partecipare a un campo-lavoro non si chiede nessuna qualifica particolare, se non, in genere, un’età che sia superiore ai 18 anni, e soprattutto, tanto dinamismo e voglia di fare.
Non si tratta di una moda: il primo campo internazionale è del 1920, e fu organizzato nella regione di Verdun, in Francia, all’indomani della Grande Guerra. Da allora viene riproposto, per il tramite di tante organizzazioni internazionali, a tutti i giovani che abbiano voglia di vivere un’estate “diversa”.
Ma che cosa si fa esattamente in questi campi-lavoro? Solo a sentire il nome viene da pensare che si tratti di qualcosa di faticoso. E forse non ci si sbaglia. Niente che abbia a che vedere con i lavori forzati, s’intende, ma l’impegno non è da poco. Un decalogo sui comportamenti da tenere, può aiutare a capire: come ad esempio, adattarsi a nuovi stili di vita e modelli comunicativi, lasciare i pregiudizi a casa, non convincersi di salvare il mondo (in fondo non si tratta di un martirio), e soprattutto non partire all’arrembaggio, ma a questo di solito ci pensano gli organizzatori. I soggiorni durano in media due, tre settimane, e prevedono che si lavori dalle sei alle otto ore al giorno. I gruppi sono compositi, e l’inglese è la lingua che fa da collante fra tutti i partecipanti, solitamente provenienti da più nazioni. I costi d’iscrizione sono irrisori e servono a coprire spese come l’affitto, l’acqua, la luce, il gas e tasse varie. C’è poi da provvedere ai costi dell’assicurazione e a quelli del viaggio (questi ultimi, quasi sempre a carico del partecipante), oltre che ad una serie di questioni di primaria importanza, come il visto d’ingresso e i vaccini obbligatori, soprattutto per le mete extraeuropee. Per chi invece, è restio ad allontanarsi dal proprio Paese c’è tutto un elenco di campi lavoro che interessano il panorama italiano, come quelli messi in piedi da Legambiente, dove, dalle Cinque Terre alla Sardegna è possibile offrire il proprio contributo – in termini di forza-lavoro – senza dover lasciare l’Italia.

Summer School
Per studiare ancora

Terminati i corsi, ecco arrivato il tour de force degli esami. E dopo? Finalmente le vacanze. Ma non per tutti, c’è chi posticiperà il meritato riposo di qualche settimana, magari iscrivendosi ad una Summer School. Ne esistono di diversi tipi e sui più vari argomenti: dall’antropologia alla medicina, dall’ingegneria al settore della comunicazione, fino all’apprendimento delle lingue, anche dell’italiano per studenti stranieri.
Sono dei veri e propri corsi intensivi, una sorta di full immersion per i meno vacanzieri, per niente spaventati dall’idea di doversi trattenere ancora un po’ nel clima afoso che si respira in città. I costi non sono poi così contenuti, ma molto, ovviamente, dipende dall’università e dal numero di ore su cui è spalmata l’attività didattica. In alcuni casi, comunque, è prevista l’assegnazione di borse di studio.
Per chi vuole spiccare il volo, e soprattutto, per chi non teme di doversi esprimere tutto il tempo in un’altra lingua, c’è la possibilità di frequentare le Summer School Internazionali. Alcune università – forse per non precludersi la possibilità di accogliere un maggior numero di iscritti – non creano particolari problemi rispetto alla conoscenza dell’inglese, al limite ci sarà da svolgere un ulteriore corso di preparazione. I corsi sono spesso conditi di gite, seminari e concerti, giusto per non stare un attimo fermi e avere l’impressione di sfruttare fino all’ultimo i giorni messi a disposizione.
Le università, da parte loro, hanno tutto da guadagnare. La ‘trovata’ delle Summer School, infatti, è un buon modo per rimpinguare le casse. Il titolo rilasciato non ha valore legale. Certo è però, che nella forsennata caccia ai crediti, l’esperienza formativa ha i suoi meriti, quando, oltre ad arricchire il curriculum studiorum, permette allo studente di far valere i ‘punti’ accumulati al rientro dalle vacanze.

Itinerari naturalistici
Immersione nel blu

Per gli amanti della natura, un’offerta originale arriva dall’associazione non-profit CTS – il Centro Turistico Studentesco e Giovanile. Qui le proposte turistiche sono concepite in modo da affiancare alla mobilità una maggiore attenzione ai problemi relativi alla salvaguardia dell’ambiente. Gli itinerari prevedono: i campi di ricerca (sulla sorveglianza scientifica, sia da terra che da mare, quasi una sorta di osservatori), il soggiorno all’interno di Parchi e riserve naturali (con possibilità di svaghi come l’escursionismo, il trekking e le corse in mountain bike), ed infine, visite nelle città d’arte italiane (per gli amanti del paesaggio artistico).
E ancora, tra le esperienze di eco-volontariato: il recupero delle tartarughe marine, con il “Progetto Caretta Caretta”, e il monitoraggio dei delfini nelle aree costiere della penisola. La tutela degli animali, specie di quelli in via d’estinzione, prevede l’impiego dei volontari in una serie di attività: sensibilizzazione dell’opinione pubblica, soprattutto dei turisti (anche con depliant e materiale informativo), opere di pattugliamento delle spiagge, rilevamento delle temperature della sabbia e recupero delle testuggini catturate accidentalmente dai pescatori. Il tutto condito da lezioni teoriche sul comportamento animale, con qualche insegnamento di biologia marina, fatto da istruttori e personale specializzato. Ogni indicazione utile sul sito www.progettocarettacaretta.it. I centri di primo soccorso sono in Sicilia.

Vacanze-lavoro
Guadagnare imparando

Lavoro è sinonimo di inverno? Non sempre, specialmente se l’attività in questione è estiva, magari in una località diversa dalla città di sempre e se, oltre ad “arrotondare” in vista dell’inverno permette di fare esperienza.
Uno degli impieghi estivi più scelti dai giovani è quello dell’animatore: questo lavoro è prediletto per molte ragioni, prima fra tutte la possibilità di lavorare soggiornando in località turistiche esclusive. Le agenzie collegate a tour operator che cercano animatori sono tantissime, e per iniziare a muoversi è consigliabile inserire il proprio curriculum sul sito www.animatorituristici.info.
Il bagnino è un altro profilo molto gettonato: quando si aprono gli stabilimenti balneari e la stagione estiva è ufficialmente cominciata sono tanti i ragazzi con brevetto che scendono in spiaggia, indossano la maglia rossa con la scritta “salvataggio”, da togliere solo a settembre.
Gran parte dei lavoratori estivi, poi, sfrutta la calda stagione per imparare una lingua straniera e il lavoro lo cerca all’estero, impiegandosi magari in un fast food o in un negozio. Ci sono diverse agenzie che si occupano di fornire, a chi intende trascorrere una vacanza-lavoro all’estero, un alloggio e una lista di contatti lavorativi per fare subito colloqui e iniziare quanto prima a lavorare. Potrete, per esempio, visitare www.easylondon.com per un impiego su Londra oppure www.easyexpat.com se la vostra meta è un’altra.
Tornando in città non sfoggerete una tintarella impeccabile, ma parlerete alla perfezione una lingua straniera e avrete messo in valigia tanta esperienza. L’estate però riserva opportunità anche a chi resta in città e il lavoro lo preferisce vicino casa. Gelaterie, negozi, strutture alberghiere, discoteche: quasi ogni esercizio che lavora a contatto con i clienti durante la bella stagione potenzia il suo organico assumendo personale con un contratto che scade, rigorosamente, all’affacciarsi dell’autunno.

Stage per sportivi
Estate a ritmo di battiti

Se pensate che l’estate possa offrire solo lunghe ore sotto l’ombrellone vi sbagliate: esiste un esercito di giovani che di pennichelle sul bagnasciuga non ne vuole proprio sapere. Per loro la vacanza è dinamismo, movimento e forma fisica, senza tralasciare una buona dose di divertimento: in una parola, è sport.
L’estate offre tante opportunità per coloro che vogliono continuare a muoversi anche dopo l’inverno, oppure per chi desidera qualcosa di nuovo rispetto alla solita palestra. Si comincia con i Campus dove si svolgono gli sport più tradizionali come tennis, calcio, pallavolo; di solito questi centri sono situati presso località di mare o montagna in modo da permettere, tra un set e l’altro, di godere anche di un bel panorama naturalistico.
Il Coni si occupa tutti gli anni di questi Campus: le proposte per l’estate 2008 sono sul sito www.scuoladellosport.coni.it. Per tutti coloro, poi, che sono appassionati delle discipline come le arti marziali o la danza, la parola d’ordine è stage: questi corsi possono avere durata settimanale o mensile e permettono a chi li sceglie di tenersi in allenamento, entrando magari in contatto con insegnanti rinomati. Anche qui c’è la possibilità di viaggiare oltralpe per frequentare, ad esempio, un corso di flamenco direttamente in Spagna, oppure per imparare il tango argentino o il karate direttamente nella terre d’origine. Per scegliere lo stage più interessante è consigliabile visitare siti specializzati come quello dello Ials (www.ials.org) per la danza oppure quello della Federazione Italiana Arti Marziali www.fiamsport.it.
Ma da che mondo è mondo estate è sinonimo di mare; quale occasione migliore, allora, per associare un’intensa attività fisica a una spiaggia assolata: un lungo elenco di sport marittimi vi attendono, organizzati dalle scuole vela della Lega Navale Italiana o dai “surf camp” sui litorali italiani o stranieri. Si va dalla vela al windsurf, dal diving al bodyboard; e per tutti vale un solo imperativo: questa è la stagione migliore per praticarli.

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