La Regione Lazio per il life long learning

febbraio 25th, 2009

lifelonglearning.jpgNei prossimi giorni partirà il bando che darà vita all’Osservatorio regionale sulla Formazione continua, si attiveranno da subito modalità di informazione reciproca sulle attività in essere da parte dei Fondi interprofessionali e si definirà un piano per la formazione continua condiviso.

Silvia Costa – assessore all’Istruzione, Diritto allo Studio e Formazione della Regione Lazio – al termine della riunione del Tavolo sulla Formazione Continua ha illustrato le linee-guida del progetto: “Iniziative come questa sono possibili nel Lazio grazie all’Accordo regionale siglato da tutte le parti e che oggi diventa uno strumento fondamentale per affrontare la crisi economica e occupazionale. Ricordo che la nostra è una delle quattro Regioni che hanno siglato tale accordo, dopo quello definito in sede nazionale per iniziativa del Coordinamento nazionale degli assessori alla formazione”.

“Nell’ambito dell’accordo tra Regioni e Governo sul Piano anticrisi – ha sottolineato l’assessore – è stato concordato con le parti sociali del Lazio di definire insieme le modalità di integrazione della programmazione delle risorse comunitarie, nazionali e regionali per la formazione continua, a partire dalle medie e piccole imprese. È chiaro che il target individuato dal Piano nazionale riguarda i dipendenti a tempo indeterminato e determinato, cui è possibile attribuire gli ammortizzatori sociali in deroga”.

Fondi mirati per lo sviluppo. “Con una partecipazione significativa del Fondo sociale europeo del Por del Lazio, con l’integrazione della programmazione delle risorse nazionali, regionali e dei Fondi interprofessionali, si definiranno e condivideranno modalità ed entità di ulteriori interventi a favore di chi è già disoccupato, dei collaboratori a progetto, ma anche della formazione in apprendistato. Per questo si è deciso di dar vita a un gruppo tecnico di lavoro sulla formazione continua, per individuare le modalità più idonee e mirate agli obiettivi regionali di occupabilità e adattabilità regionali”.

Manuel Massimo

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