Sapienza, Papa sì Papa no

marzo 9th, 2009

papa_benedetto_xvi_1.jpgL’occasione per tornare a parlarne è stata la visita di Benedetto XVI al Campidoglio. Perché l’assenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico 2007/08 della Sapienza a molti non è ancora andata giù. Tra i motivi della rinuncia ci fu anche un documento di un gruppo di docenti di fisica contrari alla sua presenza.

Ma proprio uno di quei professori firmatari oggi spiega: “Non ho nessun motivo per pensare che non sia giusto che il Papa sia stato in Campidoglio, del resto il pontefice non è mai stato respinto dall’Università La Sapienza. Ben venga una sua visita nel nostro ateneo per un dibattito e se ci saranno contestazioni degli studenti, quelle fanno parte della vita”. Sono le parole del direttore del dipartimento di Fisica dell’università La Sapienza, Giancarlo Ruocco.

“Il fatto che – prosegue il docente – non sia stato permesso a Benedetto XVI di venire alla Sapienza è un falso storico. Se il Papa finora non è venuto alla Sapienza e non verrà in futuro è solo per sua libera scelta. All’epoca – ha ribadito Ruocco – ci siamo opposti solo alla sua lectio magistralis, che non può essere letta da chi ha uno specifico indirizzo politico o religioso. Bisogna distinguere alcuni momenti, come il dibattito, da quello ufficiale della lectio magistralis, noi ci siamo opposti solo a quest’ultimo”.

E anche Luigi Frati, all’epoca del “gran rifiuto” prorettore, oggi Magnifico, ribadisce la volontà di ricevere la visita del Pontefice nell’ateneo più grande d’Europa. “Ci sarà l’occasione per una visita del Papa, che sarà da lui scelta nei modi e nei tempi concordati con noi”. Il rettore, ricordando che l’invito c’è già stato, ha detto di aver accolto con “vivo piacere” che “il papa abbia sostenuto nel suo discorso in Campidoglio la ricchezza del sistema universitario romano». Frati ha spiegato che “l’ateneo ha ripreso in pieno la cultura del dialogo”, come testimoniano la prolusione del presidente del Senato Gianfranco Fini ad un master e incontri sulle foibe e su Aldo Moro.

Manuel Massimo

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