SOS viabilità, impariamo dalle formiche

agosto 21st, 2009

formicheok.jpgPotremo apprendere dalle formiche segreti per ridurre il tragico bilancio degli incidenti stradali, e anche gli imbottigliamenti di traffico. Lo afferma il biologo Ajiay Narendra dell’Università Nazionale in Canberra, che ha dedicato gli ultimi 10 anni a studiare come le formiche ‘leggono’ il loro mondo in maniera così accurata ed efficiente.

Le formiche, spiega lo studioso di comportamento degli insetti, con i loro occhi e sistemi di navigazione semplici ma efficaci, trovano la strada per le loro destinazioni e organizzano il flusso di traffico in maniera molto più razionale di noi umani, e avrebbero molto da insegnarci. Nonostante le piccole dimensioni cerebrali sanno navigare innumerevoli volte dal nido alle fonti di cibo e ritorno, usando una bussola celeste, misurando le distanze e affidandosi a punti di riferimento. Marciano in file ordinate usando segnali olfattivi o tattili per mantenere flussi di traffico ininterrotti.

Narendra e il suo team hanno studiato come quattro specie di formiche bulldog della boscaglia australiana, che nidificano nella stessa area, si dividono la giornata in turni, permettendo a ciascuna specie un’equa proporzione del cibo disponibile. Le formiche bulldog hanno mascelle massicce e un pungiglione velenoso, per cui la divisione in turni evita la competizione e potenziali conflitti. Ciascuna delle specie si è quindi evoluta specializzandosi in attività diurne, crepuscolari o notturne, modificando la struttura degli occhi a seconda della luce prevalente nei propri turni.

«Gli insetti ci hanno già insegnato sistemi affidabili da usare nella visione dei robot, nei sistemi di sorveglianza e negli aerei senza pilota, ma credo che vi sia molto di più da imparare», spiega Narendra. «Le formiche sono animali sociali e comunicano efficacemente fra loro. Questa cooperazione consente di organizzare con efficienza l’esplorazione, la ricerca di cibo e il traffico di rifornimento. Se potremo capire come lo fanno, sarà possibile applicare gli stessi principi agli autoveicoli».

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