Dialogo internazionale

novembre 2nd, 2009

ambiente-manager-2.jpgLunedì 2 novembere. l’Università la Bicocca di Milano ha firmato ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti,  l’accordo di cooperazione con la Higher Colleges of Technology,, istituita nel 1988, la più grande istituzione di formazione superiore del paese.

Il protocollo di intesa, particolarmente focalizzato sulla Facoltà di Economia, è stato siglato dal ministro dell’Alta Istruzione e della Ricerca Scientifica degli Emirati Arabi Uniti, Nahayan Mabarak Al Nahayan.

La cerimonia si è svolta nell’ambito del Festival of Thinkers , organizzato dallo Higher Colleges of Technology, una piattaforma di rfilessione sociale ed educativa per scienziati, intellettuali e ricercatori di tutto il mondo, fonte di ispirazione per i giovani.

La delegazione dell’Università di Milano-Bicocca, guidata dal Prof. Massimo Saita, preside della facoltà di Economia, è l’unica italiana presente al Festival of Thinkers.

L’accordo di cooperazione prevede la mobilità di studenti e docenti fra i due atenei, l’avvio di attività di ricerca in comune, in modo particolare sui sistemi contabili internazionali e dei paesi arabi e, in un secondo momento, anche il rilascio della doppia laurea con validità negli Emirati e nell’Unione Europea.

Lo scorso 14 ottobre, intanto, era già stato sottoscritto un accordo di cooperazione a Mosca con la Facoltà di Economia dell’Università pubblica Lomonosov, fondata nel 1755, rappresenta uno dei più antichi atenei della “Madre Russia”. Si prevedono programmi di scambio per discenti e docenti. Si incentiveranno progetti di ricerca congiunti sui sistemi di contabilità aziendale, la realizzazione di percorsi di studio comuni, rilasciando un titolo di laurea di “doppia nazionalità”.

Sia la Russia che gli Emirati Arabi Uniti – afferma il professor Saita – sono paesi con buone potenzialità di business, quindi rappresentano un ambiente sicuramente interessante per gli studenti che si specializzano in management e gestione aziendale. Conoscere quelle realtà significherà avere maggiori opportunità per i nostri giovani laureati di mettere sul mercato le competenze acquisite all’università. Del resto, la competizione e la sfida sull’innovazione tra le università italiane passa anche attraverso le politiche di internazionalizzazione“.

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