Almalaurea: gli italiani studiano anche all’estero

giugno 7th, 2010

Sono sempre di più gli studenti che decidono di fare la valigia e trascorrere un periodo di studi all’estero. Le esperienze all’estero dei laureati italiani, contrattesi nei primi anni della riforma, sono infatti andate gradualmente riprendendosi e oggi coinvolgono complessivamente il 13,9% dei laureati del 2009. È quanto si legge nel XII Profilo dei laureati italiani presentato dal Consorzio Almalaurea.

Ciò è avvenuto utilizzando soprattutto programmi dell’Unione europea (Erasmus in primo luogo), altre esperienze riconosciute dal corso di studi (Overseas, ecc.) e su iniziative personali. Si tratta di risultati frutto di una contrapposta tendenza: quella dei laureati di primo livello, che vedono l’esperienza all’estero, soprattutto quella Erasmus, più ridotta (in parte comprensibilmente) rispetto a quella realizzata dai laureati pre-riforma. Fra i laureati specialistici, invece, queste attività riescono a coinvolgere quasi il 18% della popolazione (anche senza considerare quelle realizzate su iniziativa personale).

Questo significa che queste esperienze, che i ministri dell’istruzione riuniti a Lovanio nell’aprile 2009 si sono impegnati ad estendere al 20% della popolazione dei laureati europei, trova in Italia i laureati di secondo livello in buona posizione; rischiano invece di restare fuori dal bagaglio formativo della gran parte dei laureati di primo livello (che ne avrebbero ampia necessità, per origine familiare, studi secondari, possibilità economiche). La mobilità territoriale per motivi di studio dei laureati è modesta: 78,5 laureati di primo livello su cento hanno studiato nella regione di residenza. Ancora più modesta risulta la mobilità di quanti proseguono gli studi con la laurea specialistica. L’85% dei laureati di primo livello prosegue nello stesso Ateneo in cui ha acquisito la laurea.

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