Istruzione: via di ricostruzione socio-economica

novembre 15th, 2010

Il 30% dei bambini afgani è coinvolto in lavori minorili. Il contrabbando (in particolare nelle cittadine di confine) è diventato l’unico mezzo di sostentamento e paradossalmente per i bambini è considerato meno pericoloso. “Se presi, vengono malmenati, ma poi rilasciati” affermano i genitori dei bambini lavoratori. Intere famiglie basano la propria sussistenza sul lavoro dei minori.

Con il contributo delle comunità locali, l’UNICEF facilità il re-inserimento scolastico dei bambini, creando nuove strutture formative. Più di 160.000 bambini, appartenenti a 25 province afgane, frequentano scuole assistite dalle comunità. Torkham, al confine tra l’Afghanistan e il Pakistan, rotta principale di rifornimento per le Forze Occidentali, è “meta” di contrabbando della farina poiché dal 2007 il Pakistan ha vietato l’export del frumento in Afghanistan.

 In questa città, già 400 bambini frequentano le neo-scuole. Un seme gettato verso la formazione che, se priva di pre-giudizi costituisce uno degli elementi costituenti di ri-costruzione sociale ed economica.

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