Gli studenti contro Roma tre
Ricorso per pubblicità ingannevole

gennaio 18th, 2012

Si sono iscritti al corso di laurea in Educatore professionale di comunità con la speranza e rassicurazione di poter avere sbocchi professionali anche in ambito sanitario. Ed invece gli studenti di Roma Tre si sono visti respingere dalle strutture sanitarie. Ora vogliono chiedere spiegazioni all’ateneo romano, che secondo l’Udu e l’associazione di rappresentanza universitaria “Ricomincio dagli studenti” di Roma3, avrebbe tratto gli studenti in inganno tramite pubblicità ingannevole.

<<Si sta valutando – scrive l’Udu – la possibilità di intraprendere un’azione legale che potrebbe portare l’Università davanti all’Autority e la Magistratura amministrativa, per sottolineare la disparità di trattamento tra i laureati in Educatore Professionale presso le facoltà di Medicina (DM 520/98) e i laureati in Scienze della formazione come educatori professionali di comunità. Solo per i primi, infatti, è riconosciuto il diritto di operare sia nel settore pubblico che in quello privato; l’esistenza dei secondi, al contrario, non è affatto presa in considerazione per le strutture sanitarie>>.

L’Unione degli Universitari è pronta a chiedere all’Antitrust di verificare se <<da parte dell’Università di Roma Tre è stata posta in essere della pubblicità ingannevole>>. Giulia Mandara, rappresentante di Ricomincio dagli Studenti di Scienze della formazione, sottolinea come <<gli studenti si sono iscritti al corso di Laurea in Educatore professionale di comunità con la speranza e rassicurazione di poter avere sbocchi professionali anche in ambito sanitario>>. <<Basta vedere i soli Ordini degli Studi – sottolinea Mandara – per rendersi conto come questi si riferiscano a possibilità lavorative in strutture pubbliche sanitarie che, in realtà, sono precluse agli studenti del corso di laurea>>.

<<Anche il MIUR in una circolare aveva invitato gli atenei a non trarre in errore gli studenti che si iscrivono pensando di poter poi accedere a sbocchi occupazionali nel servizio sanitario nazionale che sono loro invece preclusi>>, tuona il coordinatore nazionale dell’UDU Michele Orezzi>>. <<E’ per questo che, con tutta probabilità, presenteremo ricorso per pubblicità ingannevole all’Antitrust e valuteremo insieme agli studenti coinvolti se procedere anche con un ricorso collettivo al TAR con domanda risarcitoria, diretto a parificare i due corsi di Laurea anche a fini abilitativi>>.

Anna Di Russo
adirusso@corriereuniv.it

2 Comments

  1. Si scontrano due visioni del ruolo sociale dell’Università la prima, quella degli studenti, che aspirano ad un inserimento sociale-lavorativo che risponda alle loro aspettative occupazionali. La seconda, quella dei docenti, che si trincerano dietro una visione ottocentesca di titolo culturale e quindi non si preoccupano di collegare il corso di laurea, con le esigenze della società. E’ storia vecchia e le proteste hanno sempre trovato un muro di gomma.Siamo davanti alla classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: il titolo ha perso così tanto valore professionale che anche Medicina si crea i “suoi” Educatori Professionale, declassando di colpo le lauree SDE. Non ci stanno giustamente gli studenti, ma denunciare non basta, occorre ridare valore sociale e professionale al nostro titolo di studi, riformandolo profondamente il corso di laurea e restituendo la pedagogia ai pedagogisti e gli educatori e non i sanitari, ai bambini.
    A. Prisciandaro Pedagogista

  2. giorgia says:

    vogliamo parlare di scienze dell’educazione? Proposta il primo anno della riforma universitaria con lauree triennali come l’alternativa a scienze della formazione primaria per l’accesso alla scuola dell’infanzia??? Laureata mi sono ritrovata a poter lavorare solo nei nidi….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-37172975-1