Jacopo Morelli, “Giovani al centro delle liberalizzazioni”

gennaio 19th, 2012

“I giovani italiani devono essere messi al centro delle politiche di liberalizzazione allo studio del Governo, con misure che rendano più semplice avviare un’impresa e premino la produttività e il merito a scapito delle rendite di posizione”. Lo ha detto il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, a margine di un incontro con gli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa a cui hanno partecipato anche il Rettore Maria Chiara Carrozza e il Direttore dell’Istituto di Management, Marco Frey. Jacopo Morelli è stato intervistato dal Ricercatore Alberto di Minin, che ha “girato” alcune domande formulate dagli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna.

“Se vogliamo superare le resistenze al processo di liberalizzazione è necessario ispirare questi provvedimenti al principio di equità intergenerazionale, lo stesso che ha permesso all’esecutivo di varare una riforma di portata storica come quella delle pensioni. La “fase 2” non può iniziare se non ha come protagonisti i giovani. La paura del cambiamento deve essere superata dalla consapevolezza che i sacrifici che facciamo oggi serviranno a costruire un paese più forte e competitivo nei prossimi vent’anni”, ha continuato Morelli.

“Non possiamo chiudere gli occhi di fronte ai preoccupanti dati sulla disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il record del 30%, a cui si aggiunge l’inquietante crescita del numero dei neet (giovani che non lavorano e non studiano) fra gli under 30 che costano al nostro Paese quasi 27 miliardi l’anno, 1,7% del PIL, come certifica un recente studio dell’Eurofound. Stiamo crescendo una generazione scoraggiata, che non crede nella possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita. Stiamo buttando via il carburante necessario per alimentare la crescita, un potenziale immenso”, ha continuato Morelli.

“Il Governo deve agire in fretta e la strada delle liberalizzazioni deve essere accompagnata da misure fiscali che riducano il cuneo contributivo per chi entra nel mercato del lavoro e favoriscano la nascita di nuove startup, che, come ci insegnano i paesi che stanno investendo in nuove iniziative imprenditoriali, possono creare migliaia di nuovi posti di lavoro”, ha concluso Morelli.

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