Notte sugli eBook? Gli studenti preferiscono i libri di carta

maggio 26th, 2012

Presentata a Roma l’indagine su come leggono e studiano gli universitari italiani

Leggono e studiano su libri di carta, hanno pc e dotazioni tecnologiche ma le usano per socializzare più che per studiare o per leggere: ecco i ragazzi di oggi, i manager di domani. E’ quanto emerge dall’indagine Passare la notte sull’eBook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), realizzata in base ai 2.196 questionari compilati dagli studenti universitari che hanno partecipato al concorso è-book nella giornata conclusiva del Maggio dei libri.

Chi sono questi giovani (età media 23 anni – per il 65,9% tra i 20 e 24 anni)? Ragazzi che leggono certo, ma il 22% non legge più di 4 libri all’anno diversi da quelli di studio. In media leggono – oltre a quelli universitari – circa un libro al mese.

Sono tecnologici? Non tanto quanto si creda e li si rappresenti: pressoché tutti (il 99,5%) hanno e usano il pc. La metà (circa) utilizza uno smartphone (è il 48,9% degli intervistati). Solo uno su dieci invece ha un tablet (è il 13,5%) o un e-reader (è l’11,5%).

Usano Facebook più che le tecnologie: praticamente tutti sono su Facebook (l’86,9%); già meno della metà hanno invece un profilo Twitter (il 40,8%) o un accesso a Google+ (29,1%). Solo uno su dieci (l’11,4%) è iscritto ad Anobii, il più importante e noto social network dedicato a libri e lettura.

Come studiano: scelgono ancora libri (universitari) di carta, anche se carta e digitale per loro convivono tranquillamente. Le tecnologie sono un’integrazione dei tradizionali manuali di carta (utilizzati in modo continuo dall’81,4%): il 30,9% utilizza anche testi reperiti online, e – ad oggi – solo il 19,9% usa ebook. Il 63,8% integra lo studio con gli appunti di lezione, percentuale quasi identica a chi utilizza materiali online forniti dal docente nelle piattaforme d’ateneo (59,9%). Anche in questo caso analogico e digitale convivono.

«Dall’indagine emerge come la varietà dell’offerta non scalfisca, negli studenti, la centralità del libro di carta, sia per quanto riguarda lo studio che la lettura non destinata all’esame», ha spiegato la presidente del Gruppo Accademico professionale di AIE Mirka Giacoletto Papas. «Esistono certamente fenomeni con cui fare i conti – dall’autoproduzione dei materiali, all’uso progressivo delle nuove tecnologie, sino alla pirateria, basti pensare al fenomeno delle fotocopie che i ragazzi riconoscono come familiare – ma la fotografia che emerge da questi dati sposta un po’ più in là l’orizzonte del “tutto in digitale”, in attesa dei nativi digitali veri e propri. Le tecnologie stanno entrando nel quotidiano degli studenti come strumento di socializzazione più che di cultura. A questo fine occorre un cambiamento nelle modalità sia di studio, sia di insegnamento su cui gli editori stanno, già da tempo, preparandosi con contenuti e strumenti innovativi».

«L’Italia nel suo sforzo di riprendere la strada dello sviluppo é frenata anche da un GAP culturale e formativo, metà della popolazione non legge», ha concluso il Sottosegretario all’Editoria Paolo Peluffo. «Crediamo molto nella funzione strategica dei libri e della lettura come strumento per riprendere il cammino della crescita e di sviluppo della società della conoscenza tanto che nel Disegno di legge recante delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e di ridefinizione delle forme di sostegno all’editoria, approvato due settimane fa dal Consiglio dei Ministri, abbiamo previsto ben due articoli esplicitamente dedicati alla promozione della lettura e del libro»..

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