Classe 1979, Rachele Biancalani nasce con la passione per l’architettura. A 16 anni la scoperta della cromoterapia e del feng-shui le aprono un mondo nuovo. Per conoscere i suoi lavori www.rachelebiancalani.it.
Quanto è difficile oggi essere un architetto?
Svolgere la professione in questo periodo storico non è così facile ma sono convinta che non serva a nulla lamentarsi della crisi economica. Il miglior modo per uscirne è smettere di parlare e rimboccarsi le maniche. Impegno, passione e determinazione sono i principi che guidano il mio operato e i risultati si vedono quotidianamente.
Credi che la bio architettura abbia molto futuro nel nostro Paese?
Da diverso tempo ormai si abusa del termine “bio” che è diventato quasi logoro. Già dai primi anni di università mi sono appassionata ai principi della bioedilizia nei quali credo fermamente e cerco di applicarli nel mio lavoro quotidiano. Ricordo benissimo che il mio primo impiego da “architetto” appena laureata fu una consulenza di bioedilizia per un importante studio di progettazione. Del resto anche gli ultimi lavori da me ultimati per i quali ho curato il progetto degli interni sono appartamenti e ville realizzate con i criteri della bioarchitettura tanto da essere classificati in classe energetica A e A+. Non solo credo che la bioarchitettura abbia molto futuro nel nostro Paese ma credo che questo sia l’unico futuro possibile per l’edilizia. Dovremmo seguire le orme di altri paesi dell’Unione Europea come la Germania che ha degli standard edilizi e “bio-normativi” davvero molto elevati.
Quando hai capito di poter ampliare i confini del tuo mestiere con il feng-shui?
Ho iniziato a studiare il feng-shui e la cromoterapia quando ancora non frequentavo l’università perchè volendo realizzare il “restyling” della mia camera (avevo circa 16 anni), ero interessata a scegliere le cromie e la disposizione degli arredi più adatta. Non sempre si incontrano committenti interessati a queste discipline ma io cerco di applicare i principi che ritengo importanti per creare degli ambienti e dei luoghi architettonici che favoriscano il benessere e la ricchezza del fruitore. La mia personale rilettura del feng-shui cerca di abbandonare tutto ciò che è legato alla mera superstizione e di approfondire quegli aspetti legati ad una progettazione razionale ma basata sulla profonda conoscenza della natura, del luogo e dell’uomo. Penso che il modo migliore per svolgere la professione di architetto sia creare luoghi significativi per aiutare l’uomo ad abitare, attraverso la comprensione ed il rispetto dello spirito del luogo o del “genius loci” come diceva Christian Norberg-Schulz.
Se dovessi consigliare un cdl, quale indicheresti ad un giovane studente?
Dati alla mano sulle percentuali di occupazione a seconda del tipo di percorso di studi effettuato se dovessi consigliare dei giovani studenti su quale corso di laurea scegliere li indirizzerei senza alcun dubbio verso le facoltà scientifiche. Da ingegneria a medicina, da chimica a matematica passando per fisica, farmacia o economia. Certo seguire le proprie ambizioni personali è molto importante ma nel panorama lavorativo odierno purtroppo è molto ardito pensare di trovare un impiego a breve termine se si sceglie un percorso formativo diverso da quello scientifico.
Martina Gaudino




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