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Farsi scrivere una tesi online? Tutto regolare, ma illegale…

agosto 22nd, 2012

Le inchieste di Corriereuniv.it

Farsi scrivere la tesi di laurea da un altro? Tutto è possibile se si sa navigare un po’ su Internet…  Prendo in considerazione una tesi sperimentale per una laurea specialistica di 150 pagine. Cerco su Internet e trovo facilmente un sito web che offre questo genere di “servizio”.

Chiamo sul cellulare e mi risponde una persona che mi descrive il pacchetto completo: dalla proposta di un titolo, alla ricerca bibliografica, all’indice, all’abstract oltre, naturalmente, alla stesura della tesi. Dopo una mail in cui il cliente descrive la materia, l’argomento, il numero di pagine e i tempi di consegna, viene fatto un preventivo. Si paga l’intera cifra con bonifico o tramite PostePay, oppure dando un 30 % di anticipo che corrisponde all’indice, alla bibliografia e al primo capitolo.

Una volta approvati l’indice e la bibliografia dal relatore, il consulente si dedica al primo capitolo e una volta approvato, si dedica ai successivi. Viene versata una quota in corrispondenza di ogni capitolo. Il prezzo è scritto chiaramente sul sito. Una tesi di 50 pagine? 440 euro. Da 70?  620 euro. Per una tesi da 90 pagine il costo è di 700 euro. Ogni pagina successiva alla novantesima ha un costo di 7 euro. I tempi di consegna sono di 60 giorni, per tempi di consegna inferiori c’è… un sovraprezzo.

“E i rischi?” chiedo ingenuamente. La risposta è semplice: “Sul sito c’è anche il nostro numero di partita iva e il codice fiscale, siamo rintracciabili”, ma io insisto: “Chi mi assicura che la tesi non sia copiata, oppure che il professore non si accorga che la mano che l’ha scritta non è quella di un semplice studente?”. Mi viene risposto che le tesi vengono sottoposte ad un software anti-plagio che garantisce lo studente e che sono scritte in modo tale che risultino un lavoro alla portata di uno studente universitario o di un dottorando. Non c’è un contratto, ma mi mandano un’informativa sui rapporti con il cliente, sul loro metodo di lavoro e sul pagamento. Tutto regolare. Viene fatta una fattura con codice fiscale e partita iva della società  su cui  viene scritto: “consulenza lavoro universitario”.

Mi imbatto in un altro sito e procedo con il mio secondo preventivo. Qui le persone che seguono gli studenti sono dei ricercatori che rimarranno anonimi per tutta la durata della consulenza per motivi di privacy. Per le slides  i tempi sono di una settimana. Per una tesina possono bastare anche 3 giorni. Per quanto riguarda il “rischio”, mi rispondono che “il ricercatore fa un lavoro in minor tempo e di maggior qualità, ma non è un marziano”. I prezzi? Ricevo nel giro di qualche ora la mail di risposta: 1200,00 euro per la tesi magistrale di 150 pagine, 200,00 per la tesina. Per 1.300,00 euro fanno tutto, comprese le 10 slides e la rilegatura.

Insomma, ho l’imbarazzo della scelta quanto a prezzi, garanzie anti-plagio e livelli di qualità, ma c’è un piccolo problema: presentare una tesi falsa è illegale. Al riguardo la legge parla chiaro: Secondo l’Art. 1. L. 475/1925, “chiunque in esami o concorsi presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito”. I siti produttori di tesi si moltiplicano ma il rischio, a quanto pare, è tutto di chi copia…

Flaminia Gullo

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