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Eurostat: Italia ultima in UE per numero di laureati

aprile 21st, 2015
Eurostat: Italia ultima in UE per numero di laureati
Ateneo Italia
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Il più basso numero di laureati di tutta Europa. Spetta all’Italia questo triste primato: i dati diffusi da Eurostat sullo stato dell’Istruzione nell’Unione Europea hanno confermato la posizione in questo particolare ranking del nostro paese. Appena il 23,9% dei giovani italiani tra i 30 e i 34 anni possiede un titolo di laurea; cifre ben al di sotto della media europea che si attesta sul 37,9%.

Rispetto al precedente rapporto Eurostat, quello relativo all’anno 2013, l’Italia ha comunque compiuto dei progressi aumentando la percentuale dei suoi laureati nella fascia d’età 30-34 dell’1,4%; una lenta crescita, significativa se si pensa che nel 2002 la percentuale di laureati tra i trentenni era di appena il 13,1%, ma comunque molto al di sotto delle aspettative fissate dall’Unione Europea per il 2020, anno in cui tutti i paesi dell’eurozona dovrebbero raggiungere l’obiettivo minimo del 26% di laureati tra la popolazione giovane.

Obiettivo già ampiamente raggiunto e superato da molti paesi europei: per quelli scandinavi, Spagna, Francia, Germania ma anche Lituania, Cipro e Irlanda si parla di percentuali prossime o superiori al 50%.

Nel nostro paese rimangono poi forti le di genere, con gli uomini molto in ritardo sia rispetto alle colleghe laureate che ai loro coetanei europei. In Italia solo il 18,8 dei trentenni possiede una laurea (contro il 33,6% della media UE), mentre la percentuale delle donne è arrivata a quota 29,1% (il 42,3% in europa).

Per il futuro la situazione non prevede miglioramenti, anzi: l’obiettivo dichiarato dal nostro paese (già ultimo ad oggi), infatti, è il meno ambizioso di tutta l’eurozona (circa il 26-27% entro il 2020).

Una nota positiva, da non trascurare, è il raggiungimento dell’obiettivo per quel che riguarda il contrasto dell’abbandono scolastico: il nostro paese, infatti, è una delle 15 nazioni europee ad aver centrato l’obiettivo di ‘Europa 2020’ per la riduzione dell’abbandono scolastico sceso, nel 2014, dal 16,8 al 15%.

 

 

 

 

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