Il discorso di De Niro ai neolaureati: “Congratulazioni, ora siete fottuti!”

maggio 26th, 2015
Il discorso di De Niro ai neolaureati: “Congratulazioni, ora siete fottuti!”
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“Complimenti per esservi laureati. Ora però siete fottuti!”: tra il brutale e l’ironico, Robert De Niro ha tenuto un discorso ai graduati della classe 2015 al Tisch, l’accademia delle arti di New York. “Da oggi comincia un lungo percorso di rifiuti e porte sbattute in faccia: è quello che i laureati prima di voi chiamano “mondo reale””. L’attore americano, due volte premio oscar, era stato invitato dall’accademia newyorkese per tenere il classico discorso di fine anno, un momento per dare il giusto riconoscimento ai ragazzi che hanno terminato il loro percorso di formazione ma anche per spronarli ad affrontare le sfide che verranno. E De Niro non si è lasciato sfuggire l’occasione per mettere su un vero e proprio show: ironico al limite dell’irriverenza, schietto, duro a momenti, ma anche comprensivo e bonario, dall’alto della sua esperienza l’istrionico attore ha voluto dare una serie di consigli al suo pubblico tra cui, chissà, potrebbe anche essere il De Niro del futuro.

Ecco la traduzione del discorso di Robert De Niro ai diplomati della Tisch:

 

Quando si tratta di arte, la passione dovrebbe sempre battere il senso comune. Non state semplicemente seguendo i vostri sogni, state combattendo per il vostro destino. Siete ballerini, cantanti, coreografi, musicisti, film maker, scrittori, fotografi, registi, produttori, attori, artisti. Si, siete fottuti.

La buona notizia è che questo non è un cattivo punto di partenza. Ora che avete fatto la vostra scelta o l’avete subita, il vostro cammino è chiaro, non semplice ma chiaro. Dovete continuare a lavorare. È semplice. Siete passati attraverso la Tisch (l’accademia delle arti di New York, ndr), è qualcosa di importante. O per dirla in un’altra maniera: siete passati attraverso la Tisch, e allora? Beh, è solo un punto di partenza.

Questo giorno di trionfanti diplomi, una nuova porta si apre per tutti voi: la porta di una vita di rifiuti. È inevitabile. È quello che i laureati chiamano “mondo reale”. Ne farete esperienza facendo l’audizione per una parte o un posto in una compagnia. Succederà quando cercherete sostenitori per un progetto. Lo sentirete quando vi sbatteranno la porta in faccia mentre stavate cercando di attirare le attenzioni su qualcosa che avete scritto o quando cercherete un lavoro da registi o da coreografi.

Come lottare contro tutto questo? Ho sentito dire che il Valium e il Vicodin funzionano. Eh, non so, Non potete essere troppo rilassati e fare quello che facciamo, e non volete bloccare troppo il dolore. Senza il sacrificio, di cosa parleremo? Anche se avrei fatto un’eccezione e mi sarei bevuto un paio di drink se ipoteticamente avessi dovuto parlare a un migliaio di neolaureati e alle loro famiglie nel discorso della cerimonia finale. Scusatemi (si accovaccia sotto al podio e fa finta di bere).

Un rifiuto può far male ma, secondo me, ha davvero poco a che fare con chi siete. Quando fate un’audizione o una presentazione, un regista o un produttore o un investitore spesso ha qualcosa’altro in mente. Ecco come vanno le cose.

Successe anche a me per il ruolo di Martin Luther King in Selma, il che è stato un peccato perché avrei fatto faville in quella parte. Sentivo fosse scritta apposta per me. Ma il regista aveva qualcosa di diverso in mente, e sapete, alla fine ha avuto ragione. Sembra che i registi abbiano sempre ragione.

Ho ancora un paio di storie da raccontarvi – storie realmente accadute: ho fatto il provino per Bang a Drum Slowly sette volte. Le prime due recitavo la parte di Henry Wiggen, ruolo alla fine interpretato da Micheal Moriarty. Ho fatto il provino insieme al regista, poi per il produttore. Poi mi hanno chiesto di rifarlo per un’altra parte, il ruolo di Bruce Pearson. Ho rifatto il provino con il regista, poi con il produttore, poi per il produttore e sua moglie, poi per tutti insieme. Sembrava che per quanto continuassi ad esibirmi nei miei provini, loro avrebbero voluto cercare qualcuno che gli piacesse di più. Non so esattamente chi stessero cercando, ma sono felice di essere stato lì quando, alla fine, non l’hanno trovato.

Un’altra volta stavo facendo un’audizione per una sceneggiatura. Continuavano a richiamarmi; ero quasi sicuro che avrei ottenuto la parte. Alla fine annunciarono il prescelto: mi è dispiaciuto parecchio perdere il lavoro, ma alla fine ho capito. Avrei potuto perdere la parte con un altro qualsiasi attore sconosciuto, e anche in quel caso avrei capito: non c’è niente di personale. Potrebbe essere semplicemente che il regista ha in mente un altro tipo di attore. Avrete un sacco di dritte nella vostra carriera, alcune dai registi, altre dai boss degli studios, altre da business man, altre da scrittori, anche se generalmente provano a tenere gli scrittori a distanza, e altre dai vostri compagni artisti. Voglio bene agli scrittori, sia chiaro. Li tengo sul set tutto il tempo. Ascoltateli tutti. e ascoltate voi stessi.

Mentre mi preparavo per il mio intervento di oggi, ho chiesto ad alcuni studenti della Tisch suggerimenti per il discorso. La prima cosa che mi hanno detto è stata: “Sii breve” e “va bene dare qualche consigli, è una cosa che tutti si aspettano, ma che a nessuno interessa”. E poi mi hanno ribadito di essere breve. È difficile per me trovare dei suggerimenti per voi che avete già deciso quale sarà il lavoro della vostra vita, ma vi posso dire quello che dico ai miei stessi figli: anzitutto, qualsiasi cosa decidiate di fare, non andate alla Tisch School. Prendetevi un laurea in consulenza piuttosto.

Poi mi contraddico, e per sdolcinato che possa suonare, dico loro di non essere spaventati dal fallimento. Li sprono a cogliere le occasioni, a mantenere la mente aperta, ad accogliere nuove esperienze ed idee. Dico loro: se non lo fate, non lo saprete mai. Dovete essere coraggiosi, andare lì fuori e prendervi le vostre ciance. Dico loro che se sceglieranno il campo dell’arte, spero che trovino una comunità stimolante ed interessante di individui con una mentalità simile, un posto come la Tisch.

Se scopriranno di avere un talento e bruciano di desiderio per lavorare nelle arti performative, dirò loro di dare il massimo quando partecipano ad una collaborazione, ma di non sentirsi responsabili per l’intero progetto, solo per la propria parte. Vi troverete in film, piece teatrali, spettacoli di danza o concerti che appariranno brutti agli occhi dei critici o del pubblico, ma non sarà perché voi ci avrete messo tutti voi stessi. Non dovrete giudicare i personaggi che metterete in scena, e non dovreste farvi distrarre dai giudizi sui progetti in cui siete coinvolti. Sia che lavoriate per Ed Wood, Federico Fellini o Martin Scorsese, il vostro impegno e comportamento sarà lo stesso.

Ad ogni modo, ci saranno delle volte in cui il vostro meglio non sarà buono abbastanza. Ci potranno essere le più svariate ragioni per questo, ma fin quando darete il meglio tutto sarà ok.

 

Qui sotto il video integrale:

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