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Miur – Confindustria: firmato il protocollo d’intesa per l’alternanza scuola lavoro

novembre 30th, 2015
Miur – Confindustria: firmato il protocollo d’intesa per l’alternanza scuola lavoro
Scuola
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Firmato il protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Confindustria, che garantirà per i giovani lo sviluppo di competenze e abilità professionalmente riconoscibili e spendibili nel mercato del lavoro.

L’accordo prevede un’azione congiunta tesa a favorire la diffusione nelle scuole della pratica dell’alternanza scuola lavoro, resa obbligatoria dalla recente legge di riforma del sistema di istruzione per tutti gli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado. Con il Protocollo Confindustria si impegna a sostenere l’attuazione della “Buona Scuola” mobilitando le aziende associate, anche attraverso la propria articolazione territoriale e settoriale.

“Il Protocollo siglato oggi costituisce un importante passo avanti nell’attuazione della “Buona Scuola”. Grazie anche a questa intesa il 2016 sarà l’anno in cui scuola e lavoro stringeranno un’alleanza vera”, ha dichiarato il Ministro Stefania Giannini. «L’alternanza è uno strumento eccezionale per innovare l’impianto formativo della nostra scuola. Introduciamo per tutti i ragazzi la didattica “del fare e del progettare” e apriamo la scuola al territorio e all’innovazione. Si tratta di una tappa decisiva verso una maggiore e migliore occupabilità dei giovani. È un grande salto verso un orientamento che mostra subito ai ragazzi la strada per individuare e potenziare i loro talenti”.

Al Ministro fa eco l’altro firmatario del Protocollo, il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay, che così commenta: “È un passo significativo anche per le imprese, che da lungo tempo chiedono l’alternanza nella formazione: aiuterà non solo i ragazzi a conoscere prima il mondo del lavoro ma anche le aziende, promuovendone lo sviluppo con nuove competenze”.

L’alternanza scuola lavoro integra l’istruzione con la formazione “on the job”, ossia svolta in un contesto lavorativo. La riforma, già in vigore, ha visto le scuole presentare le progettualità entro lo scorso 16 novembre relativamente alle prime classi che sperimenteranno la nuova obbligatorietà nei prossimi mesi, ovvero le terze. Previste 400 ore complessive per ciascun triennio negli istituti tecnici e professionali, mentre 200 nei licei.

Novità di quest’anno, i percorsi di alternanza potranno essere svolti anche in periodi extrascolastici (inclusi i mesi estivi) e all’estero. Inoltre le strutture riceventi potranno essere anche enti pubblici e istituzioni culturali. Intanto, i dati relativi all’alternanza riferiti all’anno scolastico 2014-2015 evidenziano già un aumento dei percorsi realizzati negli istituti tecnici, negli istituti professionali e nei licei, così come è cresciuto in misura rilevante il coinvolgimento degli studenti. È quanto emerge dai numeri del rilevamento effettuato quest’anno direttamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Scendendo nel dettaglio, i dati Miur (sempre per l’anno scolastico 2014-2015) evidenziano che il 48,56% delle scuole secondarie di secondo grado ha utilizzato questa metodologia didattica: 2.756 sul complessivo di 5.675, di cui 1.109 sono istituti tecnici (il 55,56% del totale di questa tipologia di istituti), 1.051 sono istituti professionali (il 68,51% del totale dei professionali) e 596 sono licei (il 27,79% del totale dei licei).

Guardando al numero dei percorsi, gli 11.585 (più 12,79% rispetto all’anno precedente 2013/2014) che hanno coinvolto 270.555 studenti (pari al 10,36% degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado) sono stati realizzati per la maggior parte negli istituti professionali (5.407 pari al 46,67% del totale dei percorsi) e in misura minore negli istituti tecnici (4.165 pari al 35,95% del totale) e nei licei (2.013 pari al 17,38%), registrando complessivamente per queste due ultime tipologie una crescita rispettiva del 35,49% e 63,12% su base annuale.

Nell’anno scolastico in corso, a seguito della riforma appunto, il numero degli studenti impegnati in attività di alternanza scuola lavoro salirà sensibilmente, coinvolgendo più di 720mila studenti (il 27,35% del totale degli alunni delle scuole secondarie di secondo grado): di questi circa 529mila iscritti nelle classi terze (in modalità obbligatoria). Fra tre anni, dunque a regime, l’attività di alternanza scuola lavoro coinvolgerà circa un milione e mezzo di studenti. Le imprese e le altre strutture ospitanti, sia pubbliche che private, sono chiamate quindi a uno sforzo comune per offrire alle ragazze e ai ragazzi l’opportunità di acquisire le cosiddette “nuove competenze della scuola del ventunesimo secolo”. Obiettivo a cui stanno lavorando anche Unioncamere e il Miur per costruire un Registro nazionale delle imprese, che raccoglierà le aziende disponibili a ospitare ragazzi in alternanza.

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