Come funzionano stage e tirocini?

marzo 3rd, 2016
Come funzionano stage e tirocini?
OPPORTUNITA'
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Come funziona, a chi si rivolge, chi può proporlo, quanto dura, a cosa serve: ecco i quesiti più comuni su una delle opportunità di più diffuse per entrare in contatto con il mondo del lavoro

Il tirocinio o stage, è un periodo di formazione on the job presso un’azienda o un ente, che costituisce un’occasione di conoscenza diretta del mondo del lavoro e di acquisizione di specifiche professionalità.

Il rapporto di stage richiede l’incontro di tre soggetti:

  • il tirocinante,
  • il soggetto ospitante – imprese, associazioni e studi professionali, cooperative, fondazioni, enti pubblici, ecc.
  • l’ente promotore – università, scuole superiori (pubbliche e private), provveditorati agli studi, centri per l’impiego, agenzie per l’impiego, centri pubblici di formazione professionale e/o orientamento, fondazioni dei consulenti del lavoro, comunità terapeutiche e cooperative sociali, servizi di inserimento lavorativo per disabili, istituzioni formative private non a scopo di lucro autorizzate dalle Regioni.

Tipologia, destinatari e durata
Esistono diverse tipologie di tirocinio/stage a seconda delle finalità, delle categorie di soggetti interessati, degli enti proponenti.

  • Tirocinio curriculare previsto nei piani di studio degli istituti scolastici e delle università a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro.
    Destinari: studenti che frequentano la scuola secondaria, studenti universitari, studenti che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari.
    Durata: massimo 4 mesi per gli studenti di scuola secondaria, massimo 12 mesi per gli altri
    Crediti formativi: questa tipologia di stage può consentire l’acquisizione di crediti formativi se qualificato, debitamente documentato e coerente con il tipo di studi in corso. Per gli studenti della scuola superiore, l’eventuale credito ottenuto si aggiungerà al punteggio riportato nelle prove scritte e orali dell’esame di maturità, mentre per gli studenti universitari le modalità di conteggio dei crediti ottenuti vengono stabilite autonomamente da ogni Ateneo.
  • Tirocini formativi e di orientamento finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nella transizione scuola lavoro mediante una formazione a contatto diretto con il mondo del lavoro.
    Destinatari: neodiplomati e neolaureati di I e di II livello entro e non oltre i 12 mesi successivi al conseguimento del titolo.
    Durata: massimo 6 mesi
  • Tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro finalizzato a percorsi di recupero occupazionale.
    Destinatari: inoccupati o disoccupati, inclusi lavoratori in mobilità, e lavoratori in cassa integrazione sulla base di specifici accordi.
    Durata: massimo 12 mesi
  • Tirocini formativi e di orientamento o di inserimento/reinserimento al lavoro in favore didisabilipersone svantaggiaterichiedenti asilo e titolari di protezione internazionale 
    Durata: massimo 24 mesi per i disabili, massimo 12 mesi per persone svantaggiate

Sono sottoposti a regole specifiche i tirocini promossi a favore degli immigrati nell’ambito dei decreti flussi (previsti dall’articolo 27, lettera f – Testo Unico 286 del 1998); i periodi di praticantato richiesti dagli ordini professionali, che restano disciplinati da normative di settore; i tirocini transanazionali e nell’ambito dei programmi europei.

Modalità di attivazione e svolgimento
Lo stage viene attivato sulla base di una convenzione stipulata tra l’ente promotore e il soggetto ospitante, corredata da un progetto formativo redatto dal datore di lavoro che contiene indicazioni sulla durata, l’orario di lavoro, la posizione assicurativa, nonché su obiettivi, modalità, facilitazioni, obblighi e impegni del tirocinante.
I soggetti promotori devono inoltre obbligatoriamente provvedere all’assicurazione degli stagisti contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso terzi.
Sia il soggetto promotore che l’ospitante dovranno prevedere un tutor/referente per seguire il tirocinante nel corso dell’esperienza.
Al termine dell’esperienza, è previsto il rilascio di un’attestazione delle competenze: il tirocino viene registrato sul libretto formativo del cittadino e il soggetto promotore rilascia un’attestazione dell’attività svolta e delle compenze acquisite.

Linee guida in materia di tirocini
Come previsto dalla Riforma del mercato del lavoro, il 24 gennaio 2013, la Conferenza permanente per i raporti fra Governo, Regioni e Province autonome ha approvato le Linee guida in materia di tirocini con l’intento di stabilire degli standard minimi uniformi in tutta Italia ed evitare abusi o un uso distorto dei tirocini, sostenendo il ricorso all’apprendistato come canale preferenziale di accesso dei giovani al lavoro. Le linee guida dovranno essere recepite entro 6 mesi dalle Regioni, che potranno eventualmente anche migliorare gli standard stabiliti.

Le nuove regole si applicano esclusivamente ai tirocini formativi e di orientamento, tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro e ai tirocini formativi/inserimento in favore di disabili, persone svantaggiate, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.
Sono esclusi quindi i tirocini curriculari inseriti nei percorsi formativi di atenei e scuole, i periodi di pratica professionale, gli stage transnazionali (come i tirocini dei programmi europei) e quelli estivi.

Le regole si applicano anche per i casi in cui il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione.

Tra le novità introdotte:

  • Indennità minima garantita – tutti i tirocinanti devono percepire un’indennità di partecipazione non inferiore a 300 euro lordi mensili; l’indennità non viene corrisposta ai fruitori di ammortizzatori sociali. La percezione dell’indennità non comporta la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante.
  • Il tirocinio non può essere utilizzato per attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo.
  • I tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività o sostituire lavoratori assenti per malattia, maternità o ferie.
  • Le imprese fino a 5 addetti a tempo indeterminato possono avere un solo tirocinante; quelle tra 6 e 20, non più di due; quelle oltre i 20 dipendenti, in misura non superiore al 10% dei lavoratori a tempo indeterminato. Le Regioni possono modificare il numero di tirocini attivabili contemporaneamente in proporzione alle dimensioni dell’azienda ospitante nei loro territori.

Il testo delle Linee guida in materia di tirocini è disponibile in versione integrale sul sito di ClicLavoro, dove è presente anche una sezione di approfondimento con le FAQ.

 

 

 

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One Comment

  1. Margherita says:

    Buona sera una mia collega deve iniziare il tirocinio presso un ente che le ha fatto un accordo di volontariato fermorestando che le ha compilato il contratto di tirocinio in tutte le sue parti. Volevo sapere questo tirocinio sarà valido lo stesso anche con questo accordo? La sua iscrizione all albo dei volntari dell associazione in cui svolgerà il tirocinio universitario può comprometterle qualcosa?

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