Your First Eures Job: l’Europa spinge i Giovani

febbraio 9th, 2017
Your First Eures Job: l’Europa spinge i Giovani
Attualità
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La mobilità lavorativa come fattore di sviluppo delle competenze e come volano per l’occupabilità dei giovani è qualcosa su cui sta scommettendo la Commissione europea che ha appena rifinanziato un programma dal titolo: “Your First Eures Job”. L’iniziativa nata presso il centro per l’impiego di Roma “Porta Futuro” al Testaccio e coordinata dal Ministero del lavoro e da Roma capitale ha consentito in 18 mesi ai mille e dodici partecipanti tra i 18 e i 35 anni, di svolgere un periodo di lavoro di almeno sei mesi in uno dei paesi dell’UE più Norvegia ed Islanda.
L’attività svolta da Porta Futuro è stata quella di matching fra domanda ed offerta di lavoro utilizzando gli strumenti del tirocinio, dell’apprendistato, del contratto di lavoro. Diverse poi le attività di formazione e di facilitazione svolte per supportare l’esperienza dei giovani fra cui: corsi di inglese, scrittura del cv. preparazione al colloquio di lavoro ed un rimborso per le spese di viaggio sostenute per raggiungere il Paese di destinazione.

I NUMERI DEL PROGETTO
75 i tirocini conclusi, nessun apprendistato(strumento che sta funzionando poco da noi in italia, ndr)
1042 contratti di lavoro, alcuni dei quali trasformati in tempo indeterminato.
414 i giovani di nazionalità italiana coinvolti nel progetto.
70% dei partecipanti hanno la laurea
4 milioni di euro(fondi comunitari) più risorse dirette ed indirette messe in campo da Roma Capitale.

In quale ambito e che tipo di lavoro hanno svolto i ragazzi in giro per l’Europa?
“I ragazzi sono stati collocati per lo più nel settore dell’ICT, della Salute, del Turismo e della Logistica, ha spiegato a CorriereUniv Dario Manna, direttore di Porta Futuro. “Abbiamo coinvolto molte figure professionali: medici, ostetrici, infermieri, ma anche autisti, camerieri; ci sono storie interessanti come quella di una ragazza estone che è venuta a fare la meteorologa in Italia sulla navi da crociera della Costa; oppure quella di un 23enne francese che è andato in Norvegia per formarsi a guidare le slitte portate dai cani; o ancora lo chef italiano in Francia.

Bruxelles dal canto suo scommette ancora su Your first euros job, stavolta in formato 5.0, consentendo di poter svolgere tirocini più brevi(tre mesi, anziché sei) incrementando le spese per le lingue fino a 2000 euro per candidato, e concedendo un contributo alle imprese ospitanti, a seconda del Paese, fino a duemila euro (1590 per l’Italia).

In un periodo di grandi contestazioni e di difficoltà occupazionali, il vecchio continente sa di doversi mettere in moto e soprattutto su un segmento in grande sofferenza: i giovani. Tutto dipenderà dalla capacità di armonizzare un sistema a tante velocità, ma soprattutto di riuscire a mettere in piedi un progetto di lunga gittata che possa fornire le basi di una buona formazione per i nostri ragazzi, una buona attività di orientamento, e non in ultimo l’acquisizione non più rimandabile delle Life skills raccomandate già dal 1992 dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

La situazione italiana nel frattempo, come racconta Salvatore Pirrone, direttore della neo Agenzia per le politiche attive del lavoro (ANPAL) vive una fase “confusa e creativa”. Intervenendo all’incontro di presentazione di YFEJ 5.0 Pirrone ha raccontato del lavoro in corso a via Fornovo: “Ci stiamo preparando attraverso la scelta dei nuovi dirigenti, per offrire al sistema delle politiche attive del lavoro, quel coordinamento che serve per evitare dispersioni territoriali”.
“Il modello del decentramento è valido ancora oggi, ma non può segnare la dispersione di esperienze e la mancanza di una visione complessiva. Occorre individuare metodologie e monitorare i territori per capire come sterzare verso percorsi virtuosi”.
Il richiamo di Pirrone è volto ad un senso di responsabilità collettivo che porti ad una collaborazione fra tutti gli attori sul tema delle politiche attive. Del resto sembrerebbe assurdo che ad un chilometro di distanza fra una regione e l’altra ci possano essere politiche distinte e distanti fra loro, nell’affrontare la battaglia della crescita occupazionale.
Valutazione e razionalizzazione sembrano essere i capisaldi del lavoro di Pirrone e dell’Anpal:
“Non possiamo avere mille siti che fanno la stessa cosa, dobbiamo individuare strumenti informatici ed informativi a supporto della nostra attività”.
Mariano Berriola

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