Lo Sport luogo privilegiato di trasmissione di valori

marzo 17th, 2017
Lo Sport luogo privilegiato di trasmissione di valori
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Perseveranza, la determinazione, la disponibilità e lo spirito di sacrificio, la disciplina interiore ed esteriore, il rispetto per il prossimo, lo spirito di squadra, la consapevolezza dei propri limiti sono tutti valori che rivestono un ruolo determinante  nella vita dell’uomo e del giovane in particolare. In questo senso, lo sport, specialmente per la gioventù, diventa palestra di sano agonismo e scuola di formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di contatto con la società. Naturalmente, anche lo sport  è stato investito, come ogni altro fenomeno dal dinamismo della modernità. Per esempio, gli attuali cambiamenti hanno determinato lo sport-spettacolo e quello che viene chiamato il triangolo “SMS”, formato dalla relazione di interdipendenza tra sport – media – sponsor (le aziende e le loro agenzie di pubblicità).

Inoltre, le trasformazioni socio-culturali hanno provocato delle sostanziali modificazioni nei valori espressi dallo sport. Infatti, prende consistenza un approccio diverso dall’olimpismo, che sicuramente premia lo sport-spettacolo e fa emergere:

1) una ricerca di equilibrio tra corpo e mente nella forma fisicamente attiva della fitness;

2) il mantenimento di un buono stato di salute attraverso l’attività fisica non competitiva, ginnastiche dolci, wellness, praticata anche in posti non attrezzati e/o all’aperto;

3) il desiderio di stabilire relazioni positive  con gli altri attraverso l’attività fisica.

Lo sport e l’attività fisica si presentano quanto mai diversificati, riportando al proprio interno la complessità del mutamento socio-culturale in atto.

Dalle ultime indagini sui valori nello sport si è evidenziato che è assente la gioia nello sforzo, che peraltro già in una ricerca statunitense non compariva, mentre erano presenti i seguenti valori:

1) temprare il carattere;

 2) nutrire il patriottismo, coltivare la disciplina;

3) assicurare il benessere mentale e del corpo;

4) stimolare la competizione;

5) alimentare la religiosità.

Alcune spiegazioni sull’assenza attuale del valore di gioia nello sforzo sono state prospettate sotto due profili: a) la cultura del consumismo ha fatto perdere di vista questo principio caratterizzante lo sport; b) la risonanza mediatica della continua esaltazione dei vincitori può aver generato l’effetto perverso di convincere i giovani che ciò che conta è vincere a tutti i costi, anziché gareggiare con impegno e onestà.  Questo è in linea con ciò che recitano alcune teorie attuali, le quali intendono la categoria del consumo pervasiva del contesto sociale e biografico, non più solo espressione dell’ambito economico, ma piuttosto come consumo di cose, di eventi e di occasioni, senza un progetto futuro.

La consapevolezza di tali aspetti contribuisce a responsabilizzare coloro che lavorano nel mondo sportivo per contribuire maggiormente allo sviluppo dello Sport italiano.

Paolo Massimo Campogrande

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