Luigi Tallarico

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Ingegnere Energetico
Studente magistrale alla Sapienza; poliedrico ed instancabile appassionato di ingegneria, letteratura e filosofia

Il Team Sapienza al Solar Decathlon Middle East 2018

luglio 3rd, 2017
Il Team Sapienza al Solar Decathlon Middle East 2018
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Il Sole ci è sempre stato tanto caro; vi siamo a tal punto affezionati, che abbiamo escogitato un modo per tenerlo con noi e per così dire educarlo, impedendogli sempre e solo di disperdere i suoi raggi sui bei panorami della terra: abbiamo inventato il pannello fotovoltaico e i collettori solari.
In merito a questo tema, oggi andiamo ad intervistare uno studente di ingegneria energetica, membro del Team Sapienza del progetto Solar Decathlon Middle East 2018, capitanato dal Project Manager e Faculty Advisor Prof. Marco Casini. Ricordiamo che il progetto del team giova anche dei nostri liberi finanziamenti, tramite un crowdfunding con tanto di ricompense.
Ecco che cosa ha da raccontarci sul progetto Simone Casciano.


Il fotovoltaico è una tecnologia in costante espansione. In quanto a dimensioni si parte dall’installazione di pannelli per abitazioni familiari (o addirittura da tessuti solari e strade solari) fino ad arrivare ai progetti mastodontici cinesi, o alle visionarie aspettative trumpiste per un solar wall ai confini con il Messico. Potresti spiegare che cos’è il progetto Solar Decathlon Middle East e come si inserisce in questa corsa all’oro solare?

Il Solar Decathlon andrebbe definito una competizione piuttosto che un progetto. Il progetto è il mezzo che abbiamo per poter vincere la gara. Il Solar Decathlon come idea nasce negli USA al principio del nuovo millennio, proprio all’inizio di questa corsa al solare. Dopo la prima edizione del 2002 il contest ha preso piede e si è espanso a livello internazionale, con competizioni in Europa, Cina, America Latina e Medio Oriente, che è quella per cui stiamo gareggiando noi. Ogni edizione ha i propri organizzatori, ogni team ha i propri sponsor, ma tutti hanno in comune lo stesso obiettivo, che non è l’installazione del fotovoltaico su scala macroscopica, quanto piuttosto quello dell’implementazione dei pannelli in un singolo edificio. Lo scopo è quello di progettare, e poi costruire, un’abitazione ecosostenibile alimentata unicamente dall’energia solare. Come ultima tappa si terrà l’esposizione nel luogo stabilito dal contest, ovvero Dubai. Siamo vicini alla conclusione perché la fase di consegna del progetto e messa in costruzione si terrà ad ottobre.
Si capisce che in realtà il Solar Decathlon è anche qualcosa in più di una competizione, perché permette a noi studenti di imparare a ragionare nel concreto e mettere a frutto le nostre conoscenze per i padroni della casa del futuro. Tutti i membri del team sono attivamente coinvolti in tutte le attività del progetto attraverso un percorso di formazione, ricerca, progettazione e sperimentazione, completamente integrato nei programmi accademici. Il nostro approccio si basa su competenze multidisciplinari e sul lavoro di squadra, al fine di stimolare l’innovazione, la ricerca e la capacità di comunicazione attraverso un modo di pensare completo e creativo.

Le attività formative, garantite dai vostri sponsor, sono certamente uno stimolo fondamentale, ma mi sembra di capire che di base la passione del fotovoltaico scorra già nelle tue vene di ingegnere energetico. Da dove ha origine?

È certo che in quanto studenti di ingegneria energetica non si può che essere interessati ad un simile progetto, perché, come dicevo, permette di realizzare nella pratica le conoscenze teoriche che accumuliamo negli anni.
Varie sono le motivazioni che mi hanno spinto ad unirmi al team: partecipare ad una competizione internazionale per mettersi alla prova su un tema di interesse mondiale, accumulare esperienza tramite un’attività formativa, vedere la messa in pratica di un progetto, poter capire perché si sceglie un impianto e non un altro, ma soprattutto collaborare con ragazzi di altri dipartimenti di ingegneria o di altre facoltà, per imparare a lavorare in squadra e non dimenticare che i traguardi non si raggiungono da soli.
Il nostro team è infatti composto in una metà da studenti di architettura, nell’altra da studenti di ingegneria, ovviamente non solo energetici, con aggiunta di elementi dal campo di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, quanto mai fondamentali se non vogliamo trascurare alcun aspetto. L’integrazione delle nostre conoscenze è un aspetto centrale che, oltre a tenere unito il team in un clima di entusiastica collaborazione reciproca, permette di valorizzare le competenze specifiche di ognuno senza perdere il quadro degli obiettivi comuni. La vittoria a cui puntiamo sarà frutto del sudore di tutti.

La presenza di tante menti di diversa formazione garantisce la multidisciplinarietà. Sarà però necessario anche un collante che nel progetto vi terrà uniti; quale sarà?

Senza dubbio i criteri stabiliti dal regolamento per superare con successo i dieci contest [1] in base a cui saremo poi giudicati. Non essendo permesso l’uso di fonti energetiche alternative al di fuori di quella solare (PV e solare termico), siamo tutti impegnati, chi per un aspetto chi per un altro, nell’armonizzazione con l’ambiente ed il territorio dello sfruttamento della radiazione solare.
Per fare un esempio, io da ingegnere energetico mi sto preoccupando del dimensionamento dei pannelli fotovoltaici, considerando che è permesso l’utilizzo di batterie (nonostante il sistema non sia stand-alone) per regolare i picchi di potenza richiesta, particolarmente fastidiosi a Dubai secondo gli organizzatori, e tenendo in considerazione che il limite di potenza non è fissato sull’installazione dei pannelli, ma sugli inverter per un massimo di 6kW. Tutti questi vincoli ci porteranno a scegliere una configurazione secondo noi ottimale, che però non dovrà cozzare con l’integrazione architettonica dei pannelli, o con lo sforzo di implementare un sistema di automazione (HBA), o ancora con l’impegno messo nella progettazione architettonica per considerare aspetti collegati alla flora locale per non menzionare quelli collegati al comfort ambientale.
In breve vogliamo implementare un nuovo modo di progettare e ciò che ci motiva sono i benefici che questo paradigma potrà apportare all’economia del settore edilizio, alla salute, al benessere e a tutti gli aspetti della vita umana e dell’ambiente ad esso connessi, in armonia con gli sviluppi più recenti della tecnologia energetica.

Prima mi è sembrato di aver sentito l’aggettivo smart. È per la vieta consuetudine di tirarlo fuori ogni qual volta si vuole apparire intelligenti oppure ha un senso ben preciso?

ReStart4Smart è il nome del progetto che stiamo portando avanti per la costruzione della nostra “Smart Solar House”. La parola smart, seppur passi sempre il rischio di ristagnare nella vaghezza, è in questo caso una sintetica ed efficace formula che permette di comprendere subito i nostri intenti. Intelligenza e flessibilità, ma anche e soprattutto rispetto delle tradizioni locali, rivisitate in chiave moderna e non snaturate. Ma non solo l’abitazione sarà smart, anche gli abitanti saranno stimolati ad assumere un atteggiamento interattivo con la casa, meritandosi l’appellativo di smart people. Tutto questo non può che essere astuto e brillante; in una parola: smart!

Sullo sfondo appare, come nelle favole, la ricca città di Dubai. Come l’avete inclusa nel progetto?

La nostra progettazione non ha potuto prescindere dai limiti del territorio. La nostra analisi ha già incluso l’asprezza del clima desertico (sabbia, carenza d’acqua e quant’altro) oltre agli aspetti politici e sociali. Dubai sta investendo molto sull’edilizia, e giustamente! Come potrebbero andare per sempre avanti con un’economia così dipendente dal prezzo del petrolio? La diversificazione delle fonti è fondamentale per gli Emirati, sia a breve che a lungo termine.

Vista di Dubai sul Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo

State fremendo all’idea di partire?

In un certo senso siamo già partiti. La progettazione ci ha imposto di immaginare ogni scenario possibile e la nostra fantasia ha già lavorato per bene. Andar lì sarà però certamente tutt’altra cosa, un’esperienza sicuramente fantastica.

Altre curiosità?

Ne ho due: una tecnica e l’altra, diciamo così, culturale. All’interno del contest Sustainable Transportation è inclusa la dotazione di un’auto elettrica; ogni casa avrà la propria, messa a disposizione dall’organizzazione. Questa andrà in giro durante il giorno secondo tappe prestabilite e si misureranno i chilometri percorsi e l’efficienza. Dovremo quindi considerare nel conto anche la ricarica della batteria dell’automobile. Fa stupore come una spinta in questa direzione venga da un paese produttore di petrolio.
L’altra curiosità riguarda il contest culinario. Dovremo cimentarci anche con padelle e pentole per allietare i palati altrui. Durante l’esposizione del progetto, ogni sera i team ospiteranno a ruota gli altri gruppi e cucineranno per loro nella propria casa. Sarà un ottimo momento di integrazione e confronto fra tradizioni differenti, un momento conviviale dopo il quale ognuno darà il proprio voto al pasto… ebbene sì, cuochi fatevi avanti, siamo in cerca anche di voi!

Sembra tutto splendido, fa piacere vedere come tecnologia, studio e cultura si possano integrare così bene nel Team Sapienza del Solar Decathlon Middle East 2018. Dovremmo supportare più spesso simili iniziative.

Proprio perché parli di supporto, colgo l’occasione per invitare tutti quanti lo vogliano a contribuire al nostro crowdfunding. Ci sono molte ricompense che arrivano fino alla partecipazione ai lavori di costruzione nel cantiere di Pomezia, oltre a tanto divertimento. Per far vincere noi ma soprattutto l’ambiente, il vostro aiuto è prezioso. Dubai, stiamo arrivando!

 

[1] Contests: 1 Architecture 2 Engineering and Construction 3 Energy Management 4 Energy Efficiency 5 Comfort Conditions 6 House Functioning 7 Sustainable Transportation 8 Sustainability 9 Communication 10 Innovation – https://solardecathlonme.com/wp-content/uploads/2017/05/SDME-2018-Rules-and-Building-Code_v3.0.pdf

 

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