Università Foggia, fondi per ricerca usati per far quadrare i conti: indagato rettore e altre 20 persone

aprile 12th, 2018
Università Foggia, fondi per ricerca usati per far quadrare i conti: indagato rettore e altre 20 persone
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L’inchiesta è partita dall’esposto di Alessandro Del Nobile e Diego Centonze, professori ordinari proprio del Dipartimento di Scienze Agrarie presso l’Università pugliese. Molte le anomalie sengnalate, come una modifica in corso d’opera sui fondi assegnati dal Miur per i progetti: la sovrattassa d’Ateneo, la cosiddetta overhead, è passata dal 10% delle spese generali al 13% del totale finanziato, per una differenza di oltre un milione di euro. Soldi serviti non per l’obiettivo originale, ma per spese di sistema e stipendi e per far quadrare i conti con lo scopo di non perdere il finanziamento. Messi di fronte a questo e altri cambiamenti imposti a progetti già iniziati, i due professori non hanno voluto accettare e si sono rifiutati di firmare un atto di impegno a raggiungere comunque gli obiettivi dei progetti, nonostante la riduzione delle risorse. Così sono stati rimossi e sostituiti da altri professori.

Come riporta Luisiana Gaita sul fattoquotidiano.it, sono tre i progetti per i quali sarebbero stati consegnati documenti falsi e rendicontazioni irregolari ci sono il Pro.Ali.Fun sulla produzione di alimenti funzionali, l’Info-Pack, acronimo di “Soluzioni innovative di Packaging per il prolungamento della shelf life dei prodotti alimentari e il SiMiSa sugli strumenti innovativi per il miglioramento della sicurezza alimentare. Tutti finanziati nell’ambito del Pon Ricerca e Competitività 2007-2013, con l’obiettivo di promuovere iniziative nei campi della ricerca scientifica, della competitività e dell’innovazione industriale in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Dieci i milioni andati all’Università di Foggia. Cosa è successo dopo la rimozione dei due professori? Il 10 aprile 2013 sono stati sostituiti da altri colleghi. E non tutti i nuovi docenti, secondo la denuncia, hanno dovuto firmare l’atto d’impegno che a loro era stato imposto. Ma non finisce qui, infatti, gli inquirenti starebbero cercando di accertare anche un altro aspetto. L’erogazione del finanziamento dei progetti, infatti, era condizionata dalla rendicontazione anche dei costi per il personale calcolati in ore di lavoro. Secondo l’esposto pur di incamerare i fondi 15 docenti avrebbero firmato dei time sheet falsi, rendicontando ore lavorative precedenti al 10 aprile del 2013, quando ancora Del Nobile e Centonze non erano stati sostituiti. 

 

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