Nove mesi di emozioni

Nove mesi di emozioni

giugno 7th, 2018
ErasmusStories

Marta Crescimbello

Erasmus Stories

Nata il 10/09/1993 ad Avezzano; appassionata di viaggi, lingue e letteratura
Laureata in Lettere Moderne, frequenta l'ultimo anno di magistrale presso Universidade do Algarve, Faro, Portogallo

Senza nemmeno accorgermene sono già trascorsi nove mesi ed il mio periodo di Erasmus in Portogallo è praticamente finito. Nove mesi che sembravano lunghi, nove mesi che sono stati brevissimi, nove mesi per conoscere e conoscersi, scoprirsi, migliorarsi e rinascere, per viaggiare e sognare. Nove mesi pieni di emozioni, nove mesi con giornate vissute appieno, nove mesi in cui ho afferrato la mia vita e l’ho trasformata.

Ricordo ancora il giorno in cui per la prima volta scorsi il sud del Portogallo, una terra sconosciuta ancora per qualche verso, vergine e incontaminata, deserta e desolata, talvolta. Mi sembrò come di essere arrivata alla fine del mondo, piansi un po’ dentro, ma poi tutto è cambiato. Giorno dopo giorno ho conosciuto il sentimento portoghese e più passava il tempo più diventavo parte di quella terra dove ero arrivata timidetta, senza conoscere nessuno, né tanto meno la lingua. Le difficoltà si sono trasformate a mano a mano in una sfida avvincente, prima di tutto con il portoghese. Ora riesco a conversare senza problemi con un madrelingua ed il prossimo livello che mi aspetta è il livello “calão”, ovvero la lingua della strada. Sono stata accolta in una università meravigliosa, vicina allo studente e sono stata salutata con proposte per tornare in futuro. Da nord a sud, ho avuto la possibilità di esplorare questo paese, di capirlo, di farmi permeare da quel sentimento portoghese. Sono stata conquistata dall’apertura allo straniero, dall’accoglienza delle differenze e dall’apertura mentale di questo popolo, dalla ruralità della regione in cui ho vissuto e dalla sua purezza. Ho amato i vini ed il pesce, ho cercato in ogni modo di farmi penetrare dalla purezza di questo posto e ne sono stata totalmente catturata, al punto di esserne follemente  innamorata.

Il Portogallo mi ha conquistato piano piano, con sapienza ed ha costruito un legame indistruttibile, fino a raggiungere la profondità del mio cuore, dove ha deciso di imprimersi. Oltre a ciò, ci sono le persone che hanno attraversato il mio cammino, quelle incontrate per qualche serata e quelle che mi sono state sempre vicino, quelle conosciute all’inizio e poi mai più riviste e quelle conosciute alla fine con cui è nata una sintonia unica, le persone che mi hanno vista triste, piangere e poi rinascere e sorridere, le persone delle nottate trascorse a ridere e sorseggiare vino portoghese, le persone con cui ho trascorso notti “brave” e raccontato segreti indicibili. Per quanto si possa tentare di spiegare cosa sia stato questo anno per me, è impossibile riuscire a descrivere l’emozione che ho provato, come mi ha cambiata, quanto mi ha resa più forte e migliore, quanto mi ha liberato dai preconcetti ed aperto ad esperienze nuove. Vado via con il “coração partido” (cuore spezzato), ma con la certezza di tornare, perché l’Algarve é il mio luogo dell’anima e non puoi non tornare dove hai lasciato il cuore.

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