Prima Prova Maturità 2018: Giorgio Bassani e Il giardino dei Finzi-Contini

giugno 20th, 2018
Prima Prova Maturità 2018: Giorgio Bassani e Il giardino dei Finzi-Contini
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Prima Prova 2018: il D day della maturità 2018 è arrivato. Vediamo insieme l’autore, le tracce e i temi che il Miur ha scelto per l’Esame di Stato: GIORGIO BASSANI

Giorgio Bassani, scrittore e poeta italiano appartenente ad una benestante famiglia ebraica. Vincitore del premio Strega nel 1956, ha raggiunto il massimo successo editoriale, con la pubblicazione del romanzo di formazione Il giardino dei Finzi-Contini.

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Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo di Giorgio Bassani del 1962.
La prima stesura avvenne a Santa Marinella (Roma), all’Hotel Le Najadi. Il romanzo fu pubblicato nel 1962 dalla Giulio Einaudi Editore: presentava in copertina la pittura a olio su tela Nu couché bleu, del 1955, di Nicolas De Staël e, a pagina 88 a fronte, la riproduzione dell’acquaforte Campo di tennis di Giorgio Morandi, del 1923. Il romanzo vinse il premio Viareggio nello stesso anno. Nel 1974 Il giardino dei Finzi-Contini confluì, con numerose varianti, ne Il romanzo di Ferrara – come terza parte della raccolta, nella quale l’autore accolse romanzi e racconti lì ambientati. Nuove modifiche furono operate da Bassani per l’edizione del 1976; altre ingenti variazioni apparvero pure nell’edizione definitiva del 1980.
Dal romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Vittorio De Sica, per il quale Bassani scrisse alcuni dialoghi della sceneggiatura; ma, all’uscita del film, lo scrittore scoprì modifiche che lo indussero a far ritirare la propria firma dalla sceneggiatura, considerando la pellicola un tradimento dello spirito del romanzo.
L’inizio del romanzo è ambientato nel 1957 presso la necropoli etrusca di Cerveteri, vicino a Roma, dove il protagonista – narratore interno – si trova in gita assieme ad un gruppo di amici. Il suo pensiero, osservando le tombe etrusche, corre, per associazione d’idee, al cimitero ebraico di Ferrara in via Montebello e, più precisamente, alla tomba monumentale dei Finzi-Contini, che si trova in una parte abbastanza remota ma comunque visibile, riportandogli così alla memoria il tragico destino che ha travolto i membri di questa famiglia, oramai dimenticata. Infatti, solo Alberto, che egli conosceva, giace nel loculo.
Il romanzo si chiude con l’amaro ricordo della Seconda guerra mondiale. Alberto, già da tempo malato di linfogranuloma maligno, morirà nel 1942 e sarà l’unico a riposare nella tomba di famiglia progettata dall’antenato Moisè Finzi-Contini, un architetto. Giampiero Malnate, arruolatosi nel 1941 nel corpo di spedizione italiano inviato in Russia (CSIR), non tornerà mai più. L’intera famiglia Finzi-Contini verrà catturata nell’autunno del 1943 dai repubblichini e, dopo un breve periodo trascorso nel carcere ferrarese di via Piangipane, deportata nei campi di concentramento prima di Fossoli (Carpi), poi della Germania, destinati a morire nei lager nazisti.

Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000) è stato uno scrittore e poeta italiano.

Bassani nacque a Bologna il 4 marzo del 1916 da una benestante famiglia ebraica originaria di Ferrara, figlio di Angelo Enrico Bassani (1885-1948), presidente della S.P.A.L. tra il 1921 e il 1924, e di Dora Minerbi (1893-1987). Fratello di Paolo e Jenny, trascorse l’infanzia e l’adolescenza a Ferrara. Alle scuole elementari per tre anni condivise il banco con Lanfranco Caretti. Nel 1926 venne ammesso al Regio Liceo Ginnasio “L. Ariosto” dove frequentò i cinque anni del ginnasio e i tre del liceo e dove, nel 1934, conseguì la maturità. Nell’archivio storico del liceo sono conservati numerosi documenti che riguardano il giovane Bassani negli anni della sua formazione e alcuni, in fotocopia, accompagnati da fotografie dell’epoca, sono esposti nell’atrio a lui dedicato presso la sede dello stesso liceo.
In anni giovanili mostrò un vivo interesse per la musica, ma presto rinunciò a questa passione per dedicarsi alla letteratura[1]. Un’altra passione che l’accompagnò tutta la vita fu il tennis. Nel 1935 si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, che frequentò da pendolare e dove, nonostante le leggi razziali emesse dal regime fascista, si laureò nel 1939 con una tesi su Niccolò Tommaseo, discussa con Carlo Calcaterra. Negli anni di studio fu amico di Attilio Bertolucci, cominciò ad ammirare la pittura di Giorgio Morandi e iniziò ad amare i saggi sull’arte di Roberto Longhi. In quegli anni conobbe pure, tra gli altri, Giuseppe Dessì, Claudio Varese, Carlo Ludovico Ragghianti e Augusto Frassineti.
Nel 1940 uscì la sua prima opera Una città di pianura, che pubblicò sotto lo pseudonimo di Giacomo Marchi (il nome è quello dello zio Giacomo Minerbi, fratello di Dora, mentre il cognome è della nonna materna cattolica Emma Marchi). Insegnò italiano e storia agli studenti ebrei espulsi dalle scuole pubbliche nella scuola ebraica di via Vignatagliata, e divenne attivista politico clandestino. Come antifascista venne rinchiuso, nel 1943, per alcuni mesi, nella prigione cittadina di via Piangipane. Liberato, sposò Valeria Sinigallia, entrò in clandestinità e lasciò Ferrara, prima per Firenze e, subito dopo, per Roma, dove trascorse il resto della vita come scrittore e uomo pubblico.

Dove Bassani ha immaginato la tomba dei Finzi-Contini, il comune di Ferrara ha voluto ricordarlo con un monumento, frutto della collaborazione fra l’architetto Piero Sartogo e lo scultore Arnaldo Pomodoro. Sempre a Ferrara gli è stata intitolata la Biblioteca comunale del Barco e il parco urbano a nord della città, mentre, a casa Ariosto, è in atto il trasferimanto della Fondazione Giorgio Bassani da Codigoro, dove, nella Biblioteca comunale a lui dedicata, è rimasta una sezione.

Il giardino dei Finzi-Contini, Torino, Einaudi, 1962. premio Viareggio

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