Ancora una volta le prestigiose Università statunitensi chiamano l’Irpinia. Rachele Di Donato entrerà nel team del Prof. Marco Colonna alla facoltà di medicina della Washington University di St. Louis nello Stato del Missuri, Università che annoverò tra i suoi collaboratori la neurologa premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Un importante riconoscimento per la giovanissima e brillante dottoressa. Un viaggio negli Usa per lavorare alla ricerca sulle malattie neurodegenerative.

Un visto per gli Stati Uniti valido fino a dicembre 2019, due enormi valigie pronte per essere imbarcate nelle stive degli aerei che voleranno da Roma a New York e da New York a St. Louis direzione Washington University. La protagonista di questa storia è Rachele, classe ’92, figlia di una terra bella e fiera come l’Irpinia. La giovane 26enne di Monteforte è pronta a lasciare l’Italia per vivere un’esperienza da ricercatrice per un anno in una delle più apprezzate università a stelle e strisce.

Rachele condurrà ricerche sul sistema immunitario nell’ambito della malattia dell’Alzheimer presso il prestigioso laboratorio di immunologia del prof Marco Colonna professore di Patologia, immunologia e medicina presso la facoltà di Medicina della Washington University di Saint Louis. Il prof. Marco Colonna dal 2011 fa parte della Commissione medico-scientifica di Telethon.

Rachele Di Donato, (26 anni) dopo la laurea con lode in Biotecnologie presso l’Università di Benevento, ha conseguito la magistrale con lode e una speciale menzione della commissione all’istituto di ricerca  Biogem di Ariano Irpino, guidato da Ortensio Zecchino.  Ha svolto la sua tesi in Portogallo, a Coimbra, occupandosi di malattie neurodegenerative. Da Aprile sta svolgendo il tirocinio presso il CNR di Pozzuoli, nel laboratorio del dottor Angelo Fontana

“ Mi è stata offerta la possibilità di andare per un anno negli Stati Uniti, nel prestigioso laboratorio del Prof. Colonna per condurre ricerche di immunologia, Ho accettato con emozione questa grande opportunità di lavorare con uno dei più grandi professori nel campo dell’immunologia e malattie neurodegenerative.”

Rachele con sé porterà i sogni, le speranze, le ambizioni e quel bagaglio culturale che deriva da anni di studio e che oltre oceano viene apprezzato e incentivato molto di più rispetto a quanto succede nel Bel Paese.