L’ex Iena Gianrusso abbandona la battaglia sui concorsi per candidarsi in Europa

aprile 1st, 2019
L’ex Iena Gianrusso abbandona la battaglia sui concorsi per candidarsi in Europa
Università
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La “rivoluzione” Gianrusso per la trasparenza nei concorsi universitari è finita ancor prima di iniziare. L’ex Iena abbandona l’Osservatorio per lui costituito ad hoc per partecipare alla corsa delle elezioni europee, previste per il prossimo 26 maggio.

L’ex inviato del programma targato Mediaset, nominato da Fioramonti nell’autunno 2018 responsabile del monitoraccio “dei concorsi negli atenei e negli enti di ricerca”, aveva già subito un declassamento già dopo i primi mesi di attività da parte del ministro Marco Bussetti. In sette mesi di attività, tuttavia, risultati non se ne sono visti. E le vittime e associazioni avevano iniziato a lamentarsi dell’inedia, ad alzare il tiro sui social: “Ma che fa Dino Giarrusso?”. Perfinito l’Osservatorio (questo indipendente) sui concorsi universitari ha chiesto un vero e proprio report sull’attività dell’incursore delle Iene. Fino alla recente stoccata dello stesso Marco Bussetti: “Devo ammettere che non so dell’ufficio di Giarrusso, andrò a informarmi e ve lo farò sapere. Su quelle materie ho delegato Fioramonti”.

 

 

Il viceministro, chiamato in causa per l’ennesimo insuccesso della sua amministrazione universitaria ha postato una lunga spiegazione sul suo profilo in cui ha ricordato che l’ufficio di Dino Giarrusso ha creato un’apposita casella di posta elettronica per le segnalazioni dei concorsi contestati, casella che “in pochi giorni è stata letteralmente inondata”. Quindi ha confermato che i bandi sotto esame sono figli “di un malcostume minoritario ma ancora troppo diffuso” e “di norme che generano confusione”. E’ passato, allora, a giustificare la lentezza del processo: “L’attività di studio e valutazione delle singole pratiche è stata, in molti casi, estremamente complessa e continua a richiedere molto tempo e approfondite analisi”. Molto tempo e approfondite analisi. “Ogni messaggio ha infatti un formato diverso, le informazioni talvolta sono parziali o si sovrappongono con le comunicazioni inviate direttamente alla Direzione generale e all’Ufficio per le relazioni con il pubblico del ministero. Abbiamo risposto a varie centinaia di mail, ma molte restano ancora da evadere”.

Ancora Fioramonti: “La complessità del compito affrontato in questi primi mesi di sperimentazione ci ha spinti a immaginare una procedura standard che sia quanto più possibile rapida ed efficace. A breve verrà prodotto un documento precompilato che accompagni ciascuna segnalazione (così da facilitare ai segnalatori la sintesi dei singoli casi e allo staff l’analisi di quanto esposto) e un documento standard per la richiesta di accesso agli atti riguardanti lo stato delle segnalazioni stesse”. Il problema, ecco, è il format delle mail. Conclude: “Già nei prossimi giorni avremo una persona in comando presso il ministero dedicata esclusivamente a questo compito. Poi, entro la fine dell’anno, in occasione del piano di riorganizzazione del Miur, verrà istituito un ufficio preposto all’interno della Direzione generale competente. Questo era proprio l’obiettivo che ci eravamo prefissati all’inizio del percorso: attivare presso il ministero un vero e proprio ufficio di ricezione e consulenza, che svolga questa attività in modo regolare e istituzionale”. L’ufficio Giarrusso passerà dalle dirette dipendenze di Fioramonti al controllo di Giuseppe Valditara, capo Dipartimento università che all’interno della riforma che sta portando avanti mai ha fatto cenno agli scandali concorsuali.

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