Mimmo Lucano alla Sapienza. Questore vieta manifestazione di Forza Nuova

maggio 11th, 2019
Mimmo Lucano alla Sapienza. Questore vieta manifestazione di Forza Nuova
Università
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Si a Mimmo Lucano, no a Forza Nuova. I docenti dell’Università Sapienza di Roma lanciano un appello per negare la manifestazione indetta dal partito di estrema destra in Piazzale Aldo Moro il prossimo lunedì. E la richiesta trova esito positivo nella decisione del questore di Roma, che ha vietato la manifestazione. Secondo quanto si è appreso, alla base della decisione ci sarebbero motivi di ordine e sicurezza pubblica.

“Ci andrò senza scorta, perché non ho mai fatto male a nessuno e perché non temo il clima di odio, che mi sembra assurdo. Sarò lì per raccontare l’esperienza di accoglienza che abbiamo vissuto a Riace, fatta di bene e di umanità per tutti”, ha detto all’ANSA il sindaco sospeso.

“Il questore non può negare un comizio elettorale, ciò non mai è accaduto” afferma all’Adnkronos il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, che conferma quindi per lunedì la presenza alla Sapienza, malgrado il divieto. “Se il ministro dell’Interno Salvini e il questore non sono capaci di tenere l’ordine e la sicurezza – continua il numero uno di Forza Nuova – e di accettare la critica che un movimento legittimato a farlo fa nei confronti di un’assurda lectio magistralis di Mimmo Lucano, significa che questo Paese è in mano alla solita ‘paccottaglia’ dei politici nostrani”.

I messaggi di sostegno sono arrivati da molti esponenti politici italiani. “Sono certo che le forze dell’ordine, il prefetto e la questura garantiranno la libertà d’espressione dentro alla Sapienza – ha commentato li segretario del PdNicola Zingaretti – Ma è evidente che solo questo annuncio di voler impedire un evento come quello di Mimmo Lucano è una provocazione che ci dice quanto sia importante accendere in tutto il Paese una battaglia delle idee, a difesa della Costituzione e della democrazia“. Il senatore Francesco Laforgia de La Sinistra fa invece appello a Matteo Salvini, affinché “faccia il ministro. Si sciolgano le organizzazioni fasciste fuori legge. Sarebbe ora che il governo facesse rispettare le leggi. Questa vergogna deve finire”. E Anna Maria Bernini, senatrice di Forza Italia, pur criticando la “rappresaglia di Forza Nuova”, ha associato la vicenda a quella recente di Torino, “dove si caccia una casa editrice dal Salone del libro con l’accusa di propagandare il fascismo”.

Matteo Salvini, interpellato sulla questione, ha detto di non essere “d’accordo con le sue idee, ma da ministro e da uomo garantisco massimo impegno affinché il sindaco Lucano possa esprimerle. Lui come chiunque altro in questo Paese. La censura e la violenza non vanno mai bene. Vale per il Salone del libro, per Lucano e per tutti coloro che pacificamente e democraticamente vogliono esprimere le loro opinioni. Sarebbe bello che tutti, anche a sinistra, ragionassero nella stessa maniera”.

Tra gli studenti e i professori serpeggia il malumore. Soprattutto dovuto al silenzio del Rettore Eugenio Gaudio, che sollecitato sulla vicenda ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche in merito. L’Università ha voluto comunque sottolineare che da parte loro non ci sarà alcun passo indietro sulla decisione di ospitare Mimmo Lucano e ascoltare il suo intervento durante la conferenza: “Diamo il benvenuto al sindaco Mimmo Lucano – ha dichiarato Gaetano Lettieri, direttore del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo – e condanniamo qualsiasi facinorosa strumentalizzazione da parte di soggetti non democratici che pretendono di impedire o condizionare le libera attività della più grande università d’Italia”. La conferenza, spiega il direttore, “ha carattere rigorosamente scientifico” e il Dipartimento assicura ”solennemente l’irrinunciabile dimensione aperta, pluralistica, davvero umanistica delle attività di ricerca e di approfondimento culturale condotte dalla propria comunità scientifica, impegnata a promuovere presso i suoi studenti e la città di Roma conoscenza, intelligenza critica della realtà storica, riconoscimento e accoglimento della complessità delle differenze culturali, alta responsabilità civile e democratica. Senso dei luoghi, senso degli altri”.

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