Crisi di governo, Conte rassegna le dimissioni. Al via domani le consultazioni

agosto 20th, 2019
Crisi di governo, Conte rassegna le dimissioni. Al via domani le consultazioni
Scuola
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Conte nella sua replica, che precede la sue dimissioni nelle mani di Mattarella al Quirinale, ha detto: “Io non rinnego nulla, non è nel mio stile. Vorrei solo ricordare, se parliamo di politiche sull’immigrazione, che nel mio primo intervento europeo ho portato un’articolata proposta, con alta considerazione di questi sbarchi della morte, e del problema della ridistribuzione. Abbiamo proposto un maggiore rigore rispetto al passato. Poi ci sono valutazione anche personali. Io come giurista vi invito a considerare che il decreto Sicurezza bis è stato licenziato dal Cdm in una versione originaria che io giudico migliore rispetto alla versione definitiva”.

“Ravvedimento tardivo da parte mia? Non mi risulta, forse sono stato frainteso. Non è una questione personale con gli amici della Lega o con Salvini. Io ho ragionato di cultura delle regole e sensibilità costituzionale. Ho invocato il 3 giugno 2019, il concetto di ‘leale collaborazione’, per evitare sovrapposizioni nell’azione dei vari ministri. Bisogna sempre rispettare la grammatica istituzionale. Ho parlato poco, ma l’ho fatto perché ho cercato la sobrietà delle parole. Ho riservato i richiami al privato, ma come vedete oggi li ho fatti anche in pubblico”.

Poi ha concluso: “La Lega ha presentato una mozione di sfiducia, ne ha chiesto l’immediata calendarizzazione. Ora apprendo da un’agenzia che sarebbe stata ritirata. Ma l’amore per le istituzioni, che è l’amore per i cittadini, ci dice che abbiamo il dovere della trasparenza. Io apprezzo la linearità d’azione e prendo atto che il leader della Lega, che è in Aula tornato e per questo lo ringrazio, ha avuto poco coraggio”. La seduta è stata poi sospesa.

Cominceranno nella giornata di domani, mercoledì 21 agosto, le consultazioni al Quirinale dopo l’apertura ufficiale della crisi di Governo con le dimissioni del premier Giuseppe Conte rassegnate poco fa nelle mani del capo dello Stato. A partire dalle ore 16:00 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà i presidenti dei due rami del Parlamento e via via i leader politici e le altre cariche dello Stato. Il calendario sarà reso noto tramite l’Ufficio stampa.

Durissimo il commento di Matteo Salvini alla replica di Giuseppe Conte al dibattito al Senato. Per il leader leghista, il Presidente del Consiglio è “una delusione”, perché “dopo un anno di governo insieme da lui ho avuto solo insulti”. All’accusa di mancanza di coraggio, il ministro dell’Interno replica: “Conte preferisce il PD, poteva dirlo subito. Noi come Lega siamo stati chiari e abbiamo pensato al bene dei cittadini, lui vuole l’inciucio tra Renzi e Grillo. Un inciucio che era in atto da tanti mesi e che spiega i tanti no di questi mesi. Noi abbiamo avuto il coraggio di dirlo agli italiani e portarlo in Aula”.

Per la scuola conseguenza più rilevante rischia di essere l’ennesimo rinvio dei concorsi, sicuramente di quello straordinario per i precari, molto probabilmente anche di quello ordinario. Se la crisi rischia di fermare tutte le aspettative dei primi che hanno almeno un anno di anzianità di servizio, anche il concorso ordinario che il ministro Bussetti ha annunciato diverse volte come imminente nel corso di questo anno di governo e che poi ha sempre rinviato, rischia di essere di nuovo rimandato. Difficile infatti immaginare che il Miur, durante la crisi, possa avviare le procedure concorsuali. Non ci sono invece effetti per quanto riguarda le assunzioni, sia quelle dei professori – il Mef ne ha autorizzate 53 mila, cinquemila in meno di quelle chieste da Bussetti per il prossimo settembre – sia quelle dei neopresidi. Il problema piuttosto per i professori sarà trovare nelle graduatorie le figure professionali adatte nelle regioni dove servono. I primi dati provenienti dalle regioni del Nord e diffusi da Anief disegnano una situazione preoccupate: in Piemonte un posto su tre non sarà ricoperto, in Lombardia uno su due e in Veneto potrebbe andare anche peggio.

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