Provenzano, ministro per il Sud punta sui giovani: “Dare opportunità di ritornare”

settembre 5th, 2019
Provenzano, ministro per il Sud punta sui giovani: “Dare opportunità di ritornare”
Università
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“La priorità è rappresentata da quel mezzo milione di giovani che hanno lasciato il Mezzogiorno; tutti i giovani del Sud devono avere l’opportunità di andare via, ma anche di ritornare”. E’ questo il primo obiettivo da raggiungere indicato dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, uscendo dal Quirinale dopo il giuramento.

Proprio uno dei temi che nelle ultime settimane Provenzano, da vicedirettore dell’associazione e centro studi Svimez aveva ampiamente trattato in alcuni approfondimenti pubblicati dal Corriere della Sera e firmato con Luca Bianchi, direttore della stessa Svimez.

Il giovane ricercatore siciliano (37 anni) viene dall’area bersaniana dei democratici – un suo grande amico è Gianni Cuperlo. Ed è stato uno dei grandi critici del governo Conte, sopratutto sulla gestione degli investimenti economici. “I decisori politici stanno seguendo questa strada? Sembra proprio di no. Gli investimenti pubblici, soprattutto in infrastrutture, ricerca e innovazione, leve indispensabili per attivare quelli privati, continuano a crollare. E non solo per le conseguenze dell’austerità ma per una perdita di capacità realizzativa e progettuale di una pubblica amministrazione — gravata da deficit al Sud — che rappresenta il principale elemento di divergenza rispetto al resto dell’Europa, soprattutto in termini di qualità dei servizi per i cittadini e le imprese. È un elemento di preoccupazione che diventa vero e proprio allarme a fronte del rallentamento della domanda internazionale, contribuendo a configurare il rischio di una brusca frenata. Quella frenata che l’economia meridionale, e soprattutto la sua società, non possono davvero permettersi. E lascia i suoi campioni a correre su un sentiero solitario, che il resto del gruppo non riesce nemmeno a intravedere”.

Chi gli è vicino parla di una persona che non le manda a dire. Solo un anno fa era stato protagonista di una polemica con i vertici del partito. Alle politiche del 2018 rifiutò la candidatura nelle liste del Pd per protestare contro il metodo scelto e perché collocato in lista dopo Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro e deputato Salvatore Cardinale. “La notte scorsa, in direzione del Pd, dopo una giornata gestita in modo vergognoso dai suoi vertici – dichiarò allora apertamente – ho appreso di essere stato inserito nella lista plurinominale di Agrigento-Caltanissetta, al secondo posto dopo l’on. Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro Salvatore. Ho ringraziato, ma ho rifiutato”.

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