






🌍 Studiare lingue nel 2026 ha ancora senso?
CorriereUniv è andato a chiederlo agli studenti, in un momento in cui traduzioni automatiche e intelligenza artificiale stanno cambiando sempre di più il mondo del lavoro.
C’è chi vede ancora tantissimi sbocchi: dal turismo alla musica, dagli eventi alla traduzione e alla comunicazione. E c’è chi ricorda che studiare una lingua non serve solo a trovare lavoro, ma anche a conoscere culture, persone e modi diversi di vedere il mondo.
Poi c’è la domanda più grande: l’AI potrà davvero sostituire tutto questo?
Per alcuni no, perché restano competenze umane, relazionali e culturali che una macchina non può replicare fino in fondo. Ma sul futuro, qualche dubbio rimane.
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Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto scuola. Il provvedimento introduce misure su inclusione e lingua italiana, libri di testo, sostegno alle famiglie, cyberbullismo, dispersione scolastica e percorsi tecnici e professionali.
Tra le novità anche il limite del 30% nelle classi prime per specifiche categorie di studenti con cittadinanza non italiana, il latino facoltativo alle medie dal 2027/28 e nuove regole sul volto coperto a scuola.
#Scuola #DecretoScuola #Istruzione #Studenti #Famiglie
🧠 Università, ansia e salute mentale: quanto pesa davvero tutto questo sugli studenti?
CorriereUniv è andato al Wellness Day dell’Università di Roma “Foro Italico” per chiedere ai ragazzi cosa li mette più in difficoltà nella vita universitaria: esami, paura di restare indietro, nuove materie, pressione e passaggio dal liceo all’università.
C’è chi riesce a gestire l’ansia studiando molto, chi spera che col tempo diventi più facile affrontare gli esami e chi, per ora, vive soprattutto curiosità e voglia di mettersi alla prova.
Ne abbiamo parlato anche con Sabrina Pitzalis, professoressa associata di Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive al Foro Italico, delegata del Rettore al supporto psicologico e al benessere degli studenti e responsabile dello Sportello di ascolto.
Il Wellness Day nasce proprio per raccontare il benessere psicologico anche attraverso sport, ricerca e innovazione. Tra le attività presentate anche l’allenamento cognitivo-motorio, che combina compiti fisici e cognitivi.
La domanda però resta semplice: quanto spazio diamo davvero alla salute mentale durante l’università?
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