Città della Salute e della Ricerca, firmato l’accordo

11 Febbraio, 2020
Città della Salute e della Ricerca, firmato l’accordo
Ricerca
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Consegna prevista nel 2024. All’interno del polo pubblico Istituto Nazionale dei Tumori e Neurologico Besta. A fianco un polo residenziale di 200 mila metri quadri, finanziato da Hines con 500 milioni

È stato firmato oggi a Palazzo Lombardia il contratto di concessione della Città della Salute e della Ricerca che sorgerà nell’area ex Falck a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Per l’amministratore delegato di Milanosesto, Giuseppe Bonomi, a cui l’area appartiene, si tratta di un “punto di non ritorno”: ventisette anni di concessione e la consegna è prevista per il 2024. I firmatari del contratto parlano di un “cambio di passo” per questo nuovo polo pubblico all’interno del quale ci saranno due Irccs milanesi, l’Istituto nazionale tumori (Int) e il neurologico Besta. Sul documento c’è la sigla del presidente del Consorzio concessionario Cisar Matteo Uggetti, dei presidenti dei due istituti Marco Votta (Int) e Andrea Gambini (Besta), del Dg di Infrastrutture lombarde (Ilspa) Filippo Bongiovanni. La firma è avvenuta alla presenza del governatore lombardo Attilio Fontana, dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e del sindaco di Sesto Roberto di Stefano. “È una tappa importante – ha detto Fontana – e io sono assolutamente convinto che il percorso adesso riprenderà in maniera determinata. Sono convinto che si rispetterà il cronoprogramma presentato. È questa un’importante realizzazione per la ricerca e per la cura. Finalmente si parte”.

Ma non è finita qui perché, come ha spiegato Bonomi, “a fianco della Città della Salute e della Ricerca cominceremo a sviluppare un primo comparto dove andremo a edificare oltre 200 mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento. Qui avremo un investitore diretto che è Hines, che si è impegnato a investire solo su questo comparto 500 milioni di euro”. Quindi, da una parte l’investimento pubblico che è sotteso alla costruzione della Città della Salute “che rappresenta un caposaldo del nostro piano di rigenerazione urbana e rappresenta anche un volano di attrazione per altri investimenti” e dall’altra un investimento privato di Hines di 500 milioni di euro: “Gli investimenti pubblici certi attraggono investimenti privati – ha chiarito Bonomi – Anche  qui ne ho appena avuto la dimostrazione è la prova sul campo di come la certezza di un investimento pubblico possa esercitare questa attrazione”.

L’area privata che sorgerà vicino alla Città della Salute soddisferà “molti dei bisogni che la Città della Salute genererà”, ha detto Bonomi. “Ad esempio, pensando ai flussi di persone, non necessariamente tutti pazienti”, che saranno legati all’attività del polo sanitario e di ricerca, “si penserà a una funzione di tipo recettivo, a una funzione residenziale transitoria. Hines si spinge oltre perché pensa a un’offerta di modello residenziale un po’ diversa, ovvero molto basata sulle locazioni. Questo anche per soddisfare un bisogno sociale che c’è sul nostro sistema territoriale. La locazione non consisterà solo nell’offerta di spazi ma soprattutto di servizi”. Un esempio? Quei condomini con il servizio di lavanderia, o la palestra in comune. “Mi riferisco a un modello imperante nel mondo angloamericano, non molto sviluppato nel nostro Paese”.

Fontana ha anche ricordato che quello della Città della Salute e della Ricerca è stato un “lungo avvicinamento ma fatto in modo molto attento in modo da evitare in futuro ogni possibile errore o difficoltà. Sono convinto che sia un grande risultato. Ora bisogna accelerare e proseguire con grande determinazione sul cronoprogramma per fare in modo che si inizino presto i lavori”. Il momento di oggi è “un punto di non ritorno rispetto al processo” della Città della Salute e della Ricerca “e anche rispetto al piano di rigenerazione urbana complessiva dell’area”, ha ribadito Bonomi. “Da adesso – ha aggiunto l’ad di Milanosesto – cominceremo a lavorare anche per costruire le opere di urbanizzazione necessarie per reggere i flussi che verranno generati dalla Città della salute e della ricerca e da un primo insediamento privato che ci sarà. Vogliamo arrivare esattamente con la messa a regime” del polo della sanità e della ricerca pubblica, attesa per “la fine del 2024”, e per la stessa data avere anche “questo primo comparto privato, oltre a una serie di opere. Per esempio una nuova stazione ferroviaria con caratteristiche anche di passante, che unisca due territori che sono sempre stati recisi dall’asse della rete ferroviaria”.

lastampa

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