Netcam: Napoli milionaria

31 Ottobre, 2008

einstein_tongue.jpgIn tempi di grave crisi per il nostro Paese, di ristrettezze, di disoccupazione, di tagli alla scuola e all’università e di grandi proteste c’è qualche realtà che sembra per nulla toccata ed interessata da tale situazione. Parliamo di NetCam, una mostra tenutasi a Napoli dal 7 al 24 ottobre che nelle dichiarazioni del suo coordinatore e responsabile legale, Luciano De Menna, si è proposta di sperimentare un modo nuovo di fare orientamento.

Certo la sperimentazione deve essere stata davvero impegnativa perché le risorse stanziate per l’iniziativa sono pari ad 1 milione 859.138 euro, di cui 1.301.397 euro cofinanziati dal Ministero dell’università e della ricerca. Quasi quattro miliardi del vecchio conio.

Cosa ne avranno fatto vi chiederete? Avranno forse costruito un palazzetto dell’orientamento? Avranno acquistato trecento camper itineranti? O forse avranno istituito presso tutte le scuole superiori della Campania una figura professionale tutta dedicata all’orientamento, dando così lavoro ad un bel numero di persone?

Andiamo a vedere. La mostra organizzata nel museo di Città della Scienza si svolge su tre ambienti e apre nell’oscurità, a simboleggiare l’inquietudine dei diplomandi. Ci spiegano, che serve a rievocare il mito della caverna di Platone, dove gli uomini trattano le ombre come fossero realtà, quando invece è pura illusione. Allo stesso modo i ragazzi hanno il compito di uscire dalla caverna, di cercare la verità, e quindi, la strada. Molte le foto, le immagini, le frasi di attori e cantanti stampate su grandi impianti e poi due monitor che trasmettono la sequenza di due celebri film: Un americano a Roma e Nove settimane e ½.

Non perdete il filo, stiamo sempre parlando di orientamento innovativo; molto suggestiva infatti l’esposizione dei ‘pacchi’ con all’interno le vignette di Charlie Brown, i cuscini accatastati su una sedia messa in un angolo e la campana con la collocazione dei puffi. C’erano tutti: grande puffo, puffetta, brontolo, gargamella e gli altri.

Molte le tabelle esposte, balzano agli occhi quelle sullo studio delle condizioni e le politiche giovanili in Europa datate 2001, e quelle su quanto tempo si rimane “figli di famiglia” Istat datate 2004. Lasciatemi ricordare in ultimo, ma non per importanza, la grande novità che propone Netcam: il test di autovalutazione. Ma i destinatari di questa iniziativa, gli studenti, hanno tratto beneficio da questa mostra? Sono stati raggiunti i risultati prospettati al ministero che ha approvato e finanziato questo progetto? Lasciamoci con un interrogativo.

I COMMENTI DEGLI STUDENTI
Per Davide è stato divertente. “Abbiamo saltato un giorno di scuola ed è stata una giornata diversa dalle solite. Io però, so già cosa farò da grande, non ho bisogno di nessun orientamento. Sceglierò Ingegneria o Medicina e comunque non rimarrò a studiare a Napoli. Voglio andare via. Mi piacerebbe vivere in Francia”.

Giovanna, una liceale di Sorrento: “A parte i test che non c’è stato modo di fare, mi aspettavo che mi spiegassero qualcosa in più sull’offerta formativa. Alla fine non penso di aver ricevuto un aiuto concreto. Quando sceglierò sarà perché mi sono ‘orientata’ da sola”.

Federica Colonna del Liceo Scientifico Giuseppe Mercalli di Napoli: l’idea mi sembra carina ma avevo delle aspettative diverse da quello che ho visto. Non mi sembra una buona organizzazione e soprattutto non mi aspettavo che fossero degli studenti ad accompagnarmi nel percorso ma delle persone specializzate, dei docenti.

Serena Tagliamonte e Chiara Ferraioli del Liceo scientifico Pagani (Sa). Serena: sono ancora più confusa di prima… Chiara: mi aspettavo un aiuto per la mia scelta, invece sono confusa Siamo ancora indecise, abbiamo preso una guida dell’università di Salerno. Non c’era altro per la nostra scelta.

Erano previsti test di auto-valutazione utili ad ‘orientare’ i ragazzi nella scelta della facoltà. “Purtroppo – come ha spiegato Davide Balzano di Netcam – le domande portano via almeno 40minuti. Decisamente troppo tempo”. Lo conferma anche Giuseppina di Netcam, una studentessa di Giurisprudenza della Federico II, con l’incarico di illustrare ai ragazzi il funzionamento della prova. E in effetti le postazioni, al termine della mostra itinerante, sono vuote. In ogni caso, rimane la possibilità di svolgere i test direttamente da casa, collegandosi al sito www.netcam.it

Pasqualina Salemme e Giorgia Esposito dell’Istituto Tecnico Commerciale Mario Pagano di Napoli: “i sono piaciute le immagini e i suoni ma non è servita alla nostra scelta dopo il diploma. Entrambe vorremmo fare scienze motorie e ci aspettavamo qualche informazione su questo corso, qualche consiglio, invece non ci è servito tanto. Mi è sembrata una cosa troppo generica (Giorgia).

Anche Filippo l’ha presa allegramente, e pure lui andrà via da Napoli. Nel frattempo però si è cimentato nelle prove del labirinto delle difficoltà. Ramona, dello Scientifico di Quarto, afferma:
“Voglio andare via, magari Firenze. A Napoli non ci resto non so che fare, su un cartellone leggevo di un corso in discipline dello spettacolo, ma non riesco a capire perché la laurea rientra nella facoltà di Scienze della formazione”.

15 Comments

  1. Rita says:

    Caro Direttore,
    ho letto il servizio sulla mostra dell’orientamento Netcam, e mi indigno quanto te per gli sprechi che ufficialmente si condannano, ma che poi si continuano puntualmente a praticare, sottraendo risorse al compito principale che ha lo stato (non correggere mettendo la s maiuscola, non se la merita), e cioè allevare nel modo migliore possibile i suoi cuccioli.
    Qualcuno potrà dire che questa è una mostra, e in quanto tale non deve dare niente, ma solo far vedere. E rispondendo alle leggi della società dell’immagine si ammucchiano cuscini e puffi, Sordi e Basinger in un calderone. Serve a qualcuno? Forse solo a chi è entrato nel business della mostra, solo a loro. E a chi la visita? E chi se ne frega! E’ lo stesso copione di sempre, cambia solo lo scenario. E i nostri ragazzi sono sempre più disorientati, ma non perché non sanno quali corsi di studio ci sono in un Ateneo, ma perchè chi occupa i posti di potere non ha nessun interesse per loro, coscientemente e sistematicamente. Questi ragazzi sono tutti orfani, del futuro, di un orizzonte, di una luce in fondo che gli indichi la strada. Devono contare solo sulle proprie forze e sulla buona sorte. Sono principalmente orfani dello Stato-Padre che si prende cura di loro e prepara il loro futuro. Hanno solo un pessimo stato-patrigno.

    Sono d’accordo con te che il ministro, che è una persona piccola (che belle le lingue antiche che ci rivelano la vera essenza degli appellativi!) dovrebbe ascoltare, e che la differenza nelle università è fatta dalla ricerca. Giustissimo.
    E allora nelle università dovrebbe cambiare proprio tutto perché la ricerca sia veramente l’interesse prevalente, a cominciare dalle elezioni del rettore, eleggendo non un ordinario che non è mai entrato in un laboratorio, ma chi ci sta veramente, lavorandoci con passione e con risultati utili per la comunità scientifica.

    So che sono utopie, ma mi piace pensare che da qualche parte c’è qualcuno che le condivide, che è un sognatore come me e che ancora continua a indignarsi per l’ennesima dimostrazione del nulla che le istituzioni danno,

  2. Gianluca says:

    È buffo notare come i soldi (davvero molti) siano stato spesi: grande concentrazione sulla parte coreografica, che pare essere stata poco utile e poco apprezzata ma nessuna attenzione al test attitudinale, che mi pare essere abbastanza utile e discretamente (per quel che posso giudicare) realizzato (ho provato la versione online).

    La cosa triste è che tutto questo è costato davvero molto (forse troppo?), togliendo risorse ad un settore che è sempre a corto di denaro (e sul quale si continua a non investire) per finanziare un qualcosa che è pare non aver ottenuto i risultati sperati.

    Non so quanto possa essere costato l’allestimento della mostra, l’unica mia speranza è che una parte “importante” dei fondi sia stata spesa per l’ideazione e la realizzazione del test, che può sempre essere riutilizzato in futuro ed altrove, anche senza il supporto di Grande Puffo!

  3. roberto says:

    io non ci trovo niente di male…

  4. catia says:

    ed anche io pago!!!….. concordo con Finizia!!!!

  5. Simone says:

    Questi sono poveracci che non arrivano a fine mese dovranno pur far qualcosa per comprarsi la barca no!!!!!

  6. Danilo says:

    Italiani Brava Gente…..

  7. Gaetano says:

    Carina la storia dei puffi!!!
    Ci vuole fantasia per organizzare una tale manifestazione

  8. Finizia says:

    ma di cosa vi meravigliate??..QUESTA E’ LA NOSTRA ITALIA.. è da anni che si parla di sprechi in tutti i settori….MA NESSUNO FA MAI NIENTE DI CONCRETO PER ELIMINARLI……

    …” ed io pago…!!…

  9. Emidio says:

    Al solito…..tutto si risolve in una bolla di sapone…..tutta apparenza e poi il nulla…….avranno il coraggio di rendere pubblico il rendiconto delle somme spese e di dire quanti soldi si sono intascati con la solita manifestazione di facciata?

  10. matteo says:

    Effettivamente i gadgets costano…..

  11. Simona says:

    Verrebbe pure da ridere (i puffi?), se non fosse un fulgido esempio di come i nostri soldi vengono buttati via in cose totalmente inutili…

  12. gianluca says:

    come sempre tanti soldi spesi male, ma io mi domando ma da chi siamo governati?? c’è gente che per mangiare deve andare alla caritas e loro spendono soldi con questa facilità per queste str….ate non ho PAROLE!!!

  13. Giorgia says:

    Rimango sempre più delusa dalla politica che vige in questo Paese,pensano a come risparmiare tagliando fondi alla ricerca ma non si pensa mai a togliere i fondi a queste tipo di manifestazioni o meglio controllare,almeno, come vengano spesi questi soldi…

  14. Giorgio says:

    È l’ennesima dimostrazione che ormai nel nostro paese conta più lo show che la sostanza. Ma davvero pensano che tutti i giovani italiani vogliano fare i tronisti e le veline? L’inquietudine persiste e sembra che dalla caverna non si riesca proprio a uscire.

  15. Mario says:

    ..un altro esempio di intelligente utilizzo di fondi comuni per riempire tasche di pochi..sono napoletano e me ne vergogno.

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