La Provincia di Roma per le donne

26 Novembre, 2008

dscn3411.JPGUn gesto simbolico per ricordare ai cittadini che le donne vanno difese. Ogni giorno. Proprio come fa la Provincia di Roma che nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha posto un manifesto di sensibilizzazione proprio all’ingresso di Palazzo Valentini.

L’immagine è stata scoperta ieri sera dal Presidente della Provincia Luca Zingaretti e dalla Presidente del Consiglio Provinciale Pina Maturani. Resterà lì fino a domenica con la speranza che chi passerà in via IV novembre rifletta su un problema terribile che riguarda molte più persone di quanto non si pensi.

maturani.jpg“Nel panorama delle istituzioni di rilevanza regionale – ci spiega la Maturani – la Provincia è l’ente che da anni è profondamente impegnata a sostenere le donne che subiscono violenza e che vogliono fuggire dalla violenza. Il primo centro antiviolenza del centro-sud è stato quello di via di Villa Pamphili aperto dalla Provincia all’inizio degli anni Novanta”. Ma la Provincia non si è fermata qui. Poco dopo sono sorti altri due centri nella zona del Trullo e uno a Valmontone, oltre ad una casa di fuga che ovviamente è coperta da massimo riserbo.

“Fino a cinque anni fa – continua la Presidente- i centri erano gestiti direttamente dalla Provincia che li affidava ad associazioni. La gestione è rimasta sempre quella, ma abbiamo creato una istituzione, Solidea, a cui abbiamo delegato la gestione dei centri. È stata una scelta mirata, il consiglio di amministrazione infatti è composto solo da donne e noi volevamo che questi centri fossero supervisionati da uno sguardo femminile”.

“La Provincia di Roma – conclude Pina Maturani – si connota come istituzione che ha precorso i tempi nella individuazione della tipologia di servizi necessari alle donne nella riconquista della fiducia in loro stesse. Nell’80% dei casi si tratta di un dramma consumato in famiglia, dunque avere luoghi dove essere accolte con i propri figli è importante. Non solo per l’accoglienza in sé, ma per il lavoro di riappropriazione di autostima che si fa e soprattutto di riconquista di fiducia verso il mondo esterno e di reinserimento sociale”.

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