A Bologna basta la laurea per i ciceroni

30 Gennaio, 2009

Sì, è sempre la stessa storia: in Italia ci sono le leggi ma non si applicano. Una vexata quaestio mai risolta. C’è però un’isola felice: la provincia di Bologna. Finalmente ai laureati in Lettere verrà riconosciuta di fatto l’abilitazione all’esercizio della professione, tra l’altro molto ben remunerata, di guida turistica.

L’ente è infatti uno tra i primi a recepire e attuare il dl Bersani sulle liberalizzazioni che incontrava qualche ostacolo visto il confine labile e ambiguo di competenze tra stato ed enti locali in materia di turismo. In parole povere la professione di guida turistica non potrà più essere sottoposta a parametri numerici per i laureati vecchio ordinamento in Lettere con indirizzo storico artistico e archeologico (o titolo equipollente come Conservazione dei Beni Culturali) o a quelli di nuovo ordinamento nelle classi 95/s e 2/s.
Una svolta non da poco, ma vediamo di capire perché.

La cosa più importante è che gli enti locali non potranno più bandire il concorso quando lo riterranno opportuno ma dovranno solo calendarizzare le date per consentire agli aventi tiolo di certificare le loro competenze senza poter limitare numericamente il numero degli abilitandi alla professione; da parte loro i candidati dovranno dimostrare di conoscere il territorio e una o più lingue straniere.

In parole povere ogni anno sarà possibile presentare domanda per iscriversi all’elenco delle guide turistiche e se non si superasse la prova di lingue (livello B2) si potrà aggiornare il titolo in una sessione successiva: un cambio di rotta rispetto ai vecchi concorsi banditi con cadenze da ere geologiche.

Siamo andati a Via Zamboni a fare qualche domanda ai futuri dottori in lettere che hanno molto gradito venire a sapere questa bella novità. “Davvero? – è il commento entusiasta di Davide Donati -, davvero laureandomi potrò in così poco tempo esercitare la professione di guida turistica? Che bella notizia! Beh ok, c’è l’inglese da sapere quasi come un madre lingua, ma, al diavolo, non è un dramma”.

Qual è l’aspetto più positivo? “Ma sai, direi il fatto che non essendovi vincoli numerici basta solo superare le prove per la certificazione delle competenze ed è fatta. Voglio dire che prima anche se eri bravo comunque dovevi tener conto dei posti messi a concorso, mica poco. Ora invece mi sembra davvero più semplice”. Perché tanto entusiasmo? “ E me lo chiedi pure? Con l’eliminazione delle SISS (le scuole che abilitavano gli insegnanti delle scuole secondarie ndr), un laureato in lettere cosa fa? Almeno prima c’era lo sbocco della scuola, ma ora? Ecco perché mi sembra una gran bella trovata!”.

A breve verranno emanate le date per consentire la certificazione dei titoli, ma ogni anno sarà la stessa musica.

Gabriele Chessa

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