Trento inaugura con merito e creatività

28 Gennaio, 2009

unitn.jpgAffrontare le difficoltà senza farsi sopraffare dalla paura, continuando nella strada della valorizzazione del merito e del rispetto delle regole, punti di forza che da sempre contraddistinguono l’ateneo trentino: è un invito forte a darsi da fare quello lanciato oggi dal rettore Davide Bassi in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2008/09 dell’Università di Trento.

La cerimonia – che si è svolta nel pomeriggio al Teatro Sociale – ha avuto come filo conduttore di tutti gli interventi un richiamo alla necessità di affrontare con urgenza e in modo strutturale le sfide che questo periodo di crisi globale pone anche al mondo accademico.

“I problemi delle università italiane sono ben noti” ha chiarito il rettore Bassi nel suo intervento. “Non voglio certamente nascondere le responsabilità di chi, in questi anni, ha gestito gli atenei, ma non posso neppure accettare che si propini all’opinione pubblica nazionale una visione distorta che descriva le università italiane come un luogo di malaffare. In Italia manca la capacità di fare scelte e di applicare fino in fondo concetti elementari come quello del merito”.

Reagire alla crisi con creatività è il messaggio lanciato dal direttore generale dell’Ateneo, Giancarla Masè, nel suo intervento. “L’Università è chiamata ad aiutare il paese ricorrendo alle sue competenze e potenzialità di originare innovazione attraverso la ricerca scientifica e tecnologica. Deve entrare in gioco la nostra “creatività”, la nostra capacità di identificare risposte non convenzionali. Dobbiamo mantenere la credibilità che ci siamo guadagnati nel corso degli anni anche con un uso responsabile e oculato delle risorse finanziarie”.

Dopo l’intervento del direttore generale ha preso la parola il presidente del Consiglio degli studenti dell’ateneo trentino, Davide Modè, che ha espresso preoccupazione per la situazione dell’Università italiana. Per lo studente ci sarebbe un problema di risorse, ma anche di governance. Modè ha invocato una riforma nel segno della qualità. “È necessario – ha detto – criticare aspramente, e con coraggio, il sistema universitario attuale che non sembra garantire alcun futuro credibile ai suoi studenti. Bisogna lavorare alacremente affinché vengano coinvolte attivamente tutte le componenti fondamentali con cui questa istituzione si trova a confrontarsi: studenti, professori, ricercatori, enti locali e quel mondo dell’impresa che troppo spesso è stato assente negli ultimi anni, affinché si possa vedere realmente un’istruzione superiore qualificante, in cui gli studenti possano essere finalmente percepiti come il vero motore di innovazione, di crescita e sviluppo”.

L’inaugurazione di quest’anno ha avuto come ospite Diego Celli, presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, che nel suo intervento si è detto contento di poter “toccare con mano quanto fa sì che l’Università di Trento possa essere guardata” come esempio di qualità.

Manuel Massimo

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