Regole, in Italia chi sbaglia non paga

16 Febbraio, 2009

lorenzobinismaghi.jpgPer risollevare le sorti del nostro Belpaese occorrerebbe prevedere un sistema di regole che, oltre a premiare i comportamenti virtuosi, preveda anche “disincentivi per chi sbaglia”. Lo ha affermato Lorenzo Bini Smaghi, membro del Consiglio Direttivo della Bce, nel corso di un convegno promosso dall’Associazione ex alunni del liceo Massimo presso l’Università Gregoriana di Roma. La crisi economica impone di pensare a nuove misure per tutelare il mercato ma soprattutto la società.

«Ho letto un interessante articolo su “Il Sole 24 Ore” – dichiara Bini Smaghi – nel quale si osservava che Madoff (il finanziere Usa autore di una truffa da 50 miliardi) in Italia non sarebbe finito in carcere. Il nostro sistema di regole non crea il disincentivo a sbagliare e quando il costo è limitato, l’incentivo perverso premia». Questo, dunque, a suo avviso il correttivo che bisognerà mettere in piedi per evitare che si riproducano gli errori che hanno portato all’attuale crisi finanziaria.

«Bisogna creare incentivi ai giusti comportamenti per chi non ha gli stessi valori etici. La crisi partita dagli Stati Uniti non è derivata da un’assenza di regole ma dalla scarsa responsabilità di chi doveva valutare i rischi».

Per questo aggiunge Bini Smaghi «bisogna trovare degli incentivi che penalizzino ex post chi sbaglia», un equilibrio quindi delle regole perchè «non è possibile regolamentare tutto». Nel campo economico, per chi non rispetta le regole, dovrebbe poi esserci tolleranza zero: «In economia il perdono non dovrebbe esistere».

Manuel Massimo

Comments are closed.

UA-37172975-1