Matricole ansiose, problemi per una su quattro

14 Luglio, 2009

ansia5.jpgLe matricole sono a pezzi. Il mondo accademico evidentemente non riesce a mostrare un volto particolarmente umano al proprio pane quotidiano: i neo-iscritti. Questo è quanto emerge da uno studio svolto nelle università della regione francese della Provence-Alpes-Côte d’Azur, durante il quale sono stati intervistati da personale altamente qualificato 1.723 ragazzi iscritti nell’anno accademico 2005/2006.

Lo studio, pubblicato sull’ultima edizione del BeH (il Bollettino dell’Istituto di vigilanza sanitaria francese), racconta con freddi numeri una sofferenza particolarmente diffusa, visto che una matricola su quattro presenta problemi psichici. Ansia e depressione la fanno da padrona, ma non sono le sole compagne dello studio matto e disperatissimo dei ragazzi che si affacciano per la prima volta dalla finestra dell’università.

I risultati dello studio, che secondo gli autori può tranquillamente essere trasposto in tutti i grandi paesi europei, raccontano disperazione per il 28.2% delle ragazze e per il 21.2% dei loro colleghi maschi. Insonnia da stress, ansia (che colpisce nel 15.7% dei casi), depressione (8.9%), ma anche turbe derivanti dall’uso di alcool e, sempre più spesso, droga (8.1%). In molti dei casi, poi, sono stati riscontrati veri e propri cocktail di turbe psichiche (10.0% del campione), con disagi preventivabili ancora maggiori.

Per più della metà (51.7%) dei ragazzi “disturbati” il disagio influisce molto negativamente sulla loro qualità della vita: ovviamente, sulla redditività degli studi (nel 40% dei casi), ma non solo. Il 27% ha problemi nell’intessere relazioni con amici e familiari, la cui qualità decresce rapidamente esame dopo esame. Per il 26.8%, poi, diventa difficile anche avere un livello accettabile di relazioni sociali allargate (e, quindi, continuare a far parte di un’associazione, o di un gruppo può diventare fonte di patemi).

Devastante il connubio contemporaneo di ansia e depressione: nel 76.6% dei casi riscontrati, infatti, le possibilità di finire almeno gli esami dell’anno in corso sono più che risicate. Problema nel problema: i ragazzi non si curano. Vuoi per inibizioni sociali, vuoi per non sentirsi malati, il 69.5% dei ragazzi che soffrono di questi problemi non si rivolge ad uno specialista. Riempiendo il proprio armadietto di palliative cure fai da te. Che, quando va bene, semplicemente non fanno nulla, nascondendo a se stessi e al mondo il proprio dolore.

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