L’Europa e l’Invenzione della Modernità

4 Gennaio, 2011

L’antico continente, la nostra Europa è diventata moderna. Quali fasi ha attraversato? Il SUM, Istituto delle Scienze Umane, è alla seconda edizione del dottorato L’Europa e l’Invenzione della Modernità, congiuntamente a quattro importanti Istituzioni universitarie europee che ospiteranno cicli seminariali di alta specializzazione.

Saranno ammessi 4 allievi, con altrettante borse di studio che beneficeranno di un’integrazione sull’importo standard, dedicata alle spese per la residenzialità.  La scadenza per la presentazione delle domande è il 17 gennaio 2011 alle ore 23:00 (Central European Time).

Si tratta del primo dottorato europeo, secondo un modello unico nel panorama scientifico attuale, promosso dall’Istituto Italiano di Scienze Umane – SUM, dall’École des Hautes Études en Sciences Sociales – EHESS, dall’École Pratique des Hautes Études – EPHE di Parigi, dalla Humboldt-Universität di Berlino e dalla Central European University – CEU di Budapest con l’obiettivo di creare sinergie a livello europeo sempre più proficue nell’ambito della ricerca scientifica in scienze umane dando la possibilità agli studiosi di usufruire di tutte le strutture della rete per portare avanti con successo il proprio progetto di ricerca.

Ne abbiamo parlato con il prof. Jacques REVEL, direttore dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales e coordinatore del dottorato.

Prof. Revel, perché un dottorato europeo in storia?

Almeno per due ragioni. La prima è che questo dottorato è stato costruito intorno a un tema propriamente europeo: come l’Europa è diventata moderna, vale a dire come è stata elaborata l’idea e come sono stati costruiti i criteri di ciò che consideriamo moderno, come è stato possibile farlo riconoscere nel resto del mondo. Ma anche quale sguardo può portare sulla modernità di oggi, visto che l’Europa non ha più il monopolio, e che per alcuni aspetti deve riconoscere il primato a paesi non europei come l’America o l’Asia.

La seconda ragione riguarda la storia come disciplina, divenuta ormai internazionale. Le idee, i libri, gli studiosi e i professori circolano come non hanno mai fatto prima. Per questo motivo, anche nel contesto limitato dell’Europa, continuano a esistere stili nazionali facilmente riconoscibili che rimandano alla storia dei saperi, spesso anche ai complessi rapporti tra storia e politica.

Questi stili nazionali sono una ricchezza, ma possono rivelarsi anche degli ostacoli per gli studiosi. Da qui l’idea di mettere gli studenti di fronte a una diversità di stili e punti di vista, di farli studiare in paesi diversi per prepararli meglio ad affrontare il mondo storico nella sua complessità.

Lo sguardo analitico affrontato a Firenze, a Parigi, a Berlino o a Budapest è diverso e non vogliamo ridurlo ad un’unica visione delle cose. Al contrario, noi preferiamo preparare i nostri studenti ad apprendere e a dominare la complessità storica.

Quali sono le peculiarità del dottorato L’Europa e l’invenzione della modernità?

Attualmente siamo in grado di reclutare quattro borsisti ogni anno, a cui si aggiungono altrettanti uditori. Si tratta quindi di una formazione tarata su piccoli gruppi. La didattica è intensiva per i primi due anni di dottorato, organizzata in due cicli di lezione per anno, della durata di 6 o 7 settimane. Il terzo anno è invece dedicato alla redazione della tesi. Ciascun periodo di didattica, focalizzato su un tema particolare, è ospitato da una delle istituzioni partecipanti al progetto.

Durante questi periodi di didattica intensiva, noi siamo vicini agli studenti tutti i giorni, sia per attività di insegnamento che di tutorato per orientarli nelle loro letture e ricerche. Li invitiamo sempre a moltiplicare le loro iniziative attraverso seminari di lettura e, a partire dal secondo anno, attraverso la presentazione e discussione delle loro ricerche personali.

Un incoraggiamento molto forte all’iniziativa individuale e collettiva. Questo è per noi uno dei punti di maggiore soddisfazione alla fine dell’anno: gli allievi formano un gruppo solido, solidale e critico. Si spostano attraverso l’Europa e ne scoprono la varietà: quella dei saperi, delle idee e anche del diverso funzionamento delle università. Acquisiscono quindi le basi di una formazione europea.

Quali sbocchi professionali offre questo corso di studi?

Pensiamo che la nostra formazione offra dei reali vantaggi agli allievi che vorranno proseguire la carriera accademica: avranno imparato a vivere l’Europa come essa è. Più tecnicamente posso aggiungere che un dottorato in cotutela, vale a dire riconosciuto da più istituzioni in più di un paese, moltiplica le loro possibilità occupazionali.

Per coloro i quali preferiranno orientarsi verso sbocchi lavorativi diversi, il fatto di essere passati attraverso più istituzioni d’eccellenza diverse, di aver imparato a esprimersi in più lingue e di aver avuto l’occasione di moltiplicare le proprie esperienze, costituirà un capitale di partenza molto importante, qualunque sia la loro scelta futura.  La formazione ricevuta nell’ambito del nostro dottorato li prepara sicuramente per una serie di incarichi di responsabilità nel quadro europeo.

Il testo integrale dei bandi è disponibile al sito internet www.sumitalia.it.  Per informazioni didattica@sumitalia.it

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