Farnesina e Uni-Italia: atenei verso l’internazionalizzazione

2 Febbraio, 2011

Gli atenei italiani saranno sempre più internazionali grazie al nuovo accordo tra il Ministero degli Affari Esteri e l’associazione Uni-Italia. La convenzione, firmata ieri alla Farnesina, prevede la piena operatività dell’associazione all’interno di tutte le strutture diplomatiche italiane all’estero. L’obiettivo è favorire la cooperazione universitaria e gli scambi culturali fra l’Italia e gli altri Paesi, con particolare attenzione all’attrazione di studenti e ricercatori stranieri presso i nostri atenei.

L’Associazione – nata dall’esperienza triennale del progetto Uni-Italia, promosso e gestito dalla Fondazione Italia Cina, cofinanziato dalla Fondazione Cariplo e realizzato con la collaborazione del ministero degli Esteri, del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dell’Ambasciata d’Italia a Pechino e dell’Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia e volto ad incrementare qualitativamente e quantitativamente gli studenti cinesi presso le Università italiane – punta a realizzare un vero rapporto di interscambio fra le centrali del sapere (Università) e quelle della produzione (culturale, economica, scientifica). Un ruolo di primo piano avranno anche gli operatori che si rivolgeranno agli atenei non solo per reclutare risorse umane qualificate, ma anche per soddisfare le necessità di innovazione soprattutto delle PMI.

In questo scenario si vuole puntare ad una nuova fase del processo di internazionalizzazione delle università e del sistema Paese, basata sul trasferimento tecnologico e su una rete composta da Istituzioni-Università-Operatori, anche a fronte di una crescente domanda in diversi paesi emergenti di attività di studio e ricerca in Italia.

Tra i risultati riportati dall’associazione, nata lo scorso luglio dall’esperienza di una positiva partnership tra pubblico e privato, l’incremento di studenti cinesi iscritti presso le nostre Università: da 1448 nell’anno 2006-2007 a 4642 nel 2009-2010, un aumento del 220% grazie anche all’azione congiunta del MIUR e delle università italiane.

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