La maturità della iena Elena Di Cioccio

24 Giugno, 2011

Elena Di Cioccio fiore all’occhiello de Le Iene ai maturandi consiglia le parole di nonno Umberto “Mo’ Pensa a studià che poi tieni tempo per fare tutte quelle mossette che vanno adesso!”

Che ricordo conserva della maturità?

……intanto se mi dai del lei mi butto dalla finestra! Della maturità ricordo che facevamo gruppi di studio assurdi, orari non stop e lagne infinite pentendoci di tutto quello che non avevamo studiato durante l’anno. Era un mugolio continuo di “ma secondo te cosa mi chiede?” – “oddio non so niente , non so niente ” – “tu la sai la seconda guerra mondiale?”. come se manifestare ai compagni la proprie lacune servisse in qualche modo a far arrivare un messaggio telepatico ai professori del tipo “NON MI CHIEDA LA SECONDA GUERRA MONDIALE”!

Eri intimorita dal pensiero di sostenere l’esame o lo vivevi con leggerezza?

Ero terrorizzata! Più che altro mi dava noia il fatto di sapere chiaramente che, se avessi studiato secondo le mie potenzialità, avrei potuto fare un esame da massimo dei voti con tanto di stretta di mano, grandi sorrisi e complimenti eclatanti. Già mi vedevo la scena: io vestita bene che argomentavo con sicurezza le mie tesi nello stupore generale della commissione. Un po’ come le pubblicità delle mentos, quando messa la caramella in bocca tutto si risolve in un baleno con il pollice all’insù. Mentre la cruda realtà era che avevo delle lacune enormi su tutti quegli argomenti che non avevano colpito la mia curiosità e di certo me li avrebbero chiesti.

Avevi già deciso di intraprendere questa carriera?

In realtà avrei voluto studiare recitazione molto prima , ma allora non avevo avuto il coraggio di iscrivermi in una scuola di teatro. Credevo che per essere attrice bisognasse avere un bel volto “perfetto” e che con il mio nasone non mi avrebbero mai preso. No dico, si è mai visto Giulietta che dal balcone fa ombra al suo Romeo? Ho impiegato un’iscrizione a giurisprudenza, un anno da cameraman e sei anni a fare lavori e lavoretti vari prima di mettermi a studiare per quello che veramente desideravo fare. Poi ho capito che la cultura è una base fondamentale per qualsiasi lavoro si voglia fare: imparare a leggere tanto, a studiare, ad approfondire per se stessi apre la mente e rende liberi di pensare… Ecco che parlo come mio padre!

Che cosa consiglieresti a un maturando di fare, il giorno prima dell’esame?

Dipende. Hai studiato? Allora sfianca il corpo e rilassa la mente! Non hai studiato? Almeno mettiti a memoria una argomento a scelta … magari ce la fai!

Come hai vissuto gli anni liceali? Avevi un buon rapporto con lo studio e i professori?

In tutta incoscienza, ero un poco borderline rispetto al contesto dove studiavo. Io tredicenne metallara, figlia di fricchettoni, frequentavo il privatissimo liceo linguistico Leopardi a Milano, dove gli altri studenti erano quasi tutti bellini, vestiti bene e iscritti a qualche club di golf. Io avevo più magliette degli Iron Maiden che penne nell’astuccio. Lo slogan della scuola era “noi (lo staff del preside) con voi (genitori) per il loro futuro (i figli)!” In pratica eravamo costantemente controllati a casa e a scuola; ingressi, uscite, permessi, voti, note tutto era vidimato dal preside e dai genitori, quindi le vie di fuga erano davvero poche. Ero creativa già allora , quindi diciamo che ricordano il mio cognome. Con lo studio avevo un rapporto discontinuo, ed alcune materie mi hanno fatto agonizzare per anni : penso al latino e alla matematica. Sopratutto alla matematica del prof Emanuel. Mi sforzavo ma davvero non capivo il rapporto tra le parentesi graffe e la realtà. Con i professori c’era un rapporto giusto dove io rispettavo il loro ruolo, mentre loro erano da una parte erano inflessibili sui risultati e dall’altra comprensivi con le mie forme espressive strane. Diciamo che ero molesta ma nelle mie provocazioni avevano un senso e non erano mai fine a se stesse.

E il post- maturità? Un viaggio di fuga verso l’estero?

Sardegna con la Y10, la chitarra a raggiungere le amiche Chiara e Lucilla!


Un augurio speciale da Elena Di Cioccio a tutti i maturandi

Niente auguri che portano malissimo, solo una citazione, come diceva mio nonno Umberto: “Mo’ pensa a studià che poi tieni tempo per fare tutte quelle mossette che vanno adesso!”

Martina Gaudino

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