Schmitz in manette, bye bye Megavideo

20 Gennaio, 2012

L’FBI ha messo ko Megaupload e lo streming Megavideo. Un colpo duro per tutti gli appassionati (1,7 milioni di italiani). Facile da usare, era un contenitore di film, serie tv di ogni nazione, musica.

Intorno al sito un business immenso fatto di app scaricabili a pagamento, abbonamenti, falsi codici di premium, banner, pubblicità. Un mercato di clienti, visitatori, curiosi.

A capo di tutto il tedesco Kim Schmitz, trentasettenne, ex hacker e con due condanne passate in giudicato. Dal 2005 ha raccolto un capitale e ora le autorità americane hanno bloccato a Schmitz, alle sue aziende e a suoi associati beni e capitali per circa 175 milioni di dollari in tutto il mondo. E a testimoniare tale ricchezza una serie impressionante di beni: una Rolls-Royce Phantom, una Maserati GranCabrio, una Lamborghini, due Cadillac d’epoca, 2 Mini e ben 16 Mercedes, Harley Davidson, altre moto e moto d’acqua.

Schmitz è stato arrestato, rischia 50 anni. Intanto sui social imperversano le opinioni più disparate. Nell’era del digitale, sempre più proiettata verso l’uso di internet, cosa pensate di questo caso?

Per dire la tua mgaudino@corriereuniv.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

UA-37172975-1