Azione Universitaria, i baroni non possono valutare la ricerca

28 Marzo, 2012

«Se saranno di nuovo i Professori Universitari a “giudicare” chi sia meritevole dei fondi di ricerca tutti gli sforzi per contrastare il baronato e il nepotismo compiuti fino ad oggi saranno vani. Il Ministro Profumo sia consapevole del grosso passo indietro che sta facendo fare all’università italiana». A pensarla così è Andrea Volpi, coordinatore nazionale di Azione Universitaria in merito all’eliminazione nel decreto Semplificazioni della norma che prevedeva la valutazione dei progetti dei ricercatori al di sotto dei 40 anni da parte di una commissione esterna composta per metà da ricercatori italiani e per metà da ricercatori stranieri.

«La decisione di eliminare i comitati esterni per la valutazione dei progetti dei giovani ricercatori è inaccettabile – continua la nota – oltre che assolutamente in contrasto sia con l’idea di superare i privilegi e garantire maggiore trasparenza la che il Governo di cui fa parte il Ministro Profumo millanta con tanta veemenza, che con il lavoro svolto fino ad ora per far crescere l’Accademia Italiana e per eliminare quelle zavorre che hanno contribuito a rendere il sistema farraginoso e ostile a studenti e ricercatori. E non ci meraviglia il comportamento della sinistra che ieri, in Commissione Affari costituzionali al Senato, ha bocciato la proposta di revisione della norma appoggiata dal Pdl, è solo l’ennesima dimostrazione dell’incoerenza del PD che ancora una volta dimentica gli studenti e i ricercatori per salvaguardare gli interessi degli amici baroni. Tra l’altro, trincerarsi dietro la scusa della difficoltà di reperire ricercatori stranieti disponibili alla valutazione dei progetti, è offensivo e beffardo. Diciamo piuttosto che sono stati fatti troppi passi avanti nella lotta alle baronie e, evidentemente, c’è qualcuno che comincia a battere cassa».

«Chiediamo al Ministro Profumo – conclude Volpi – non solo un atto di onestà e di sincerità nella spiegazione di un atto così scellerato, ma anche un impegno concreto affinché davvero questa norma o una norma simile regoli nuovamente la concessione di fondi. Il Prof. Profumo non può continuare a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, c’è bisogno di coraggio per continuare sulla via intrapresa da qualche anno a questa parte e riformare realmente il sistema universitario italiano».

One Comment

  1. Lisa Rodolfo says:

    Senza voler fare disfattismo, ho come la sensazione che l’Accademia italiana sia arrivata agli sgoccioli. troppe capre in cattedra e troppi cervelli scartati per far posto ai mediocri.
    Non ho visto l’Università fare grandi passi avanti. In compenso, l’ho vista scivolare più volte.
    Peccato.

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