Anvur, la strategia del merito

14 Marzo, 2012

Stefano Fantoni, presidente dell'Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca(Anvur)

di Stefano Fantoni *

L’Agenzia Nazionale per la Valutazione della Università e della Ricerca (ANVUR) è entrata ormai nel pieno della sua attività tutta protesa a valorizzare l’efficienza ed il merito nelle Università e negli enti di ricerca italiani. Quattrocentocinquanta docenti, tra i più valenti nel panorama internazionale, equamente distribuiti tra le varie aree disciplinari, sono già all’opera, insieme al personale interno dell’ANVUR, in quello che si configura come il maggiore esercizio di “Valutazione sulla Qualità della Ricerca (VQR)” mai fatto al mondo.

Si tratta infatti della valutazione di più di 200,000 prodotti di ricerca provenienti da tutti i docenti e ricercatori italiani. Agli inizi del 2013 avremo così a disposizione una informazione quanto più completa e dettagliata possibile sul livello di qualità della ricerca del sistema universitario italiano. Il tutto ottenuto attraverso un processo di valutazione effettuato con criteri tra i più diffusi  a livello internazionale e largamente condivisi dalle comunità universitarie italiane. I giovani che si appresteranno ad intraprendere il cammino universitario potranno finalmente conoscere quali sono i dipartimenti più meritevoli, disciplina per disciplina. E potranno conoscerli anche le imprese e gli  enti pubblici e privati, dei quali i nostri giovani migliori saranno la classe dirigente. Questo credo sia ciò di cui ha veramente bisogno il sistema paese piuttosto che l’eliminazione del valore legale della laurea.

Il processo di valutazione, già intrapreso per i prodotti della ricerca, si sta estendendo alla didattica operata presso le università, per quanto riguarda sia i corsi di laurea sia quelli di dottorato. Quest’ultimo, un livello educativo a cui  la nuova legge universitaria e quindi l’ANVUR rivolgono particolare attenzione, perché rappresenta il periodo formativo universitario più specialistico dello studente, quello in cui  da conoscitore esperto della materia diventa un vero e proprio “problem solver”, in cui impara ad applicare ciò che ha acquisito nei corsi universitari pre-laurea. Altro passo importante, questo, per diventare un paese normale, un paese  che sia in grado di proiettarsi nelle dinamiche produttive future che non possono prescindere dalla competizione globale.

Molto presto, così come è stato fatto per la VQR, l’ANVUR farà conoscere anche  i suoi modelli di accreditamento e di valutazione dei corsi di laurea e di quelli di dottorato, modelli  che verranno usati a partire dall’anno accademico 2012/2013 e lo farà in modo, così come è stato per la VQR,   da poterli condividere con tutta la comunità universitaria e studentesca.

E’  motivo di grande soddisfazione vedere come questa comunità stia partecipando  alla strategia del merito, in molti casi collaborando con l’ANVUR a portare a termine i vari passi del complesso e delicato processo di valutazione. Prova ne sia l’ esercito di docenti, tutti di altissima qualificazione che, per lo più volontariamente, si sono prestati a prendere parte attiva alla VQR. Stante la situazione di sotto-finanziamento di cui soffre il sistema italiano dell’alta formazione e ricerca,  nodo centrale per l’innovazione e lo sviluppo, questo fa ben sperare per la crescita del nostro paese e per un futuro migliore per i nostri bravi giovani.

*Presidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca 

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