Violentata a Napoli, Si è inventata tutto, ecco perché. La reazione degli studenti: “Siamo schifati, deve vergognarsi”

6 Giugno, 2013

ragazza violentata Napoli

Studentessa violentata Napoli – Una bugia dalle gambe corte, che ha scatenato il panico. E’ questo il sunto dell’episodio che ha fatto discutere un’intera città. Prima lo stupro, poi la denuncia, per arrivare addirittura all’arresto. Poi, alla fine, l’amara verità. Tutta una bugia: la studentessa non è mai stata stuprata.

Il comunicato della questura, diffuso nel pomeriggio, ha scatenato le polemiche, soprattutto dai ragazzi. Si è passati dalle condanne più dure (castrazione chimica, ergastolo, pena di morte!) fino allo stupore più vero per la clamorosa svolta nel caso.

Nessuno stupro, quindi, nessuna violenza in pieno centro senza l’intervento di nessuno a cercare di interrompere le scene violente. Nessuna omertà. Nessuna indifferenza.

La ragazza di Pianura avrebbe inventato tutto per distratte l’attenzione dei genitori dalla sua carriera universitaria: ebbene sì, proprio oggi avrebbe dovuto laurearsi in Beni Culturali. Nei fatti, però, mancavano ancora dieci esami al traguardo.

Ha telefonato al padre, in lacrime, inventando ad hoc l’orrenda storia nel minimo dettaglio. Ha chiamato poi la polizia. Il racconto, a dir il vero, presentava parecchie incongruenze: la storia della sigaretta, che il molestatore avrebbe spento sulla mano della ragazza, il luogo stesso dello stupro, via Mezzocannone, una delle più trafficate e frequentate di Napoli.

Una storia architettata fin nel dettaglio, tanto che la ventitreenne avrebbe immediatamente detto in ospedale che quell’episodio le avrebbe fatto slittare improrogabilmente la seduta di laurea.

Le forse dell’ordine, poi, hanno certificato che la ragazza, passeggiava tranquillamente in compagnia di un amico, nell’ora presunta dopo lo stupro.

Al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare, poi, la giovane aveva presentato davvero escoriazioni e bruciature. In più, segni evidenti di un intenso rapporto sessuale.Ma la storia non ha retto.

E i ragazzi? Beh, erano pronti a partecipare manifestazioni e fiaccolate in segno di solidarietà. Tutto annullato, ovviamente. Qualcuno, comunque, non sembra averla presa bene: “Sono schifata, devi vergognarti” – hanno commentato alcune studentesse della Federico II. “Hai una sensibilità pari a zero e non hai un briciolo di rispetto per chi ci è passato e per tutte le donne in generale! Davvero non ci sono parole”.

Raffaele Nappi

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