“Chiudiamo l’Universita’ di Bari”: è bufera per un editoriale del Corriere della Sera. Gli studenti: “Violati i nostri diritti”

20 Agosto, 2013

chiudiamo l'Universita' di Bari

CHIUDIAMO L’UNIVERSITA’ DI BARI – “Le università non sono ‘fabbriche’ ma luoghi in cui si esercita un diritto”. E’ bufera tra gli studenti dell’Università di Bari, dopo la pubblicazione in prima pagina sul Corriere della Sera di un editoriale dal titolo “La ragnatela corporativa: i tagli alla spesa possibili”, firmato da Francesco Giavazzi.

“Crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese – scrive Giavazzi – quando Letta e Saccomanni si recheranno a Saluzzo, uno dei tribunali accorpati, per convincere i cittadini che togliere l’Imu richiede anche la chiusura di tribunali in eccesso, malgrado le proteste corporative degli avvocati. O a Bari, Messina, Urbino e a spiegare che la chiusura di quelle tre università (in fondo alla classifica dell’Anvur) è nell’interesse dei loro figli. Non è frequentando una fabbrica delle illusioni che ci si costruisce un futuro”.

Dura, durissima la risposta degli studenti di Link Bari, che in una nota rispondono a tono: “Pretendere che le università vadano chiuse a fronte di una valutazione faziosa e parziale come quella Anvur su ‘produttività’ e ‘efficienza’ degli atenei, non fa che solidificare un’idea aziendalistica della formazione. Le università non sono ‘fabbriche’ ma luoghi in cui si esercita un diritto”.

In effetti l’Ateneo pugliese si era posizionato agli ultimi posti nella speciale classifica dell’Anvur, insieme a quello di Messina e di Urbino.

 

chiudiamo l'università di Bari
Ad aggiungere benzina sul fuocoè stato anche lo stesso governatore della Regione Abruzzo
, Gianni Chiodi, che sempre attraverso Facebook, ha sposato appieno la causa di Giavazzi: “Anche io, come Giavazzi, crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese (per ridurre le tasse) quando Letta e Saccomanni si recheranno a Bari, Messina o Urbino per spiegare che la chiusura di quelle tre Universita (in fondo alla classifica dell’Anvur) e’ nell’interesse dei loro figli. Non è frequentando una fabbrica delle illusioni che ci si costruisce in futuro”.

Immediata la risposta del rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli: “Chiudere la nostra Università? Mi sembra a dir poco una visione strumentale nel momento delle iscrizioni. Esiste da tempo l’ idea che bisogna privilegiare alcune Università a scapito di altre. I dati diffusi dall’Anvur non sono stati elaborati per stilare una classifica ma per mettere un accento sui punti di forza e su quelli che evidenziano le debolezze. Nell’ambito della valutazione fatta da esperti internazionali la nostra Università ha un piazzamento lusinghiero e annovera studiosi di primo ordine che hanno riconoscimenti a livello internazionale e, a volte, sono anche alla guida di prestigiosi punti di riferimento scientifici”. Poi, una parola per il governatore Chiodi: “Invito il presidente della Regione Abruzzo ad analizzare la qualità dei nostri docenti e dei giovani laureati, nella convinzione che occorrerebbe comunque evitare polemiche di questo tipo”.

Non si è fatta attendere anche la risposta di Pietro Navarra, rettore dell’Università di Messina: “È del tutto fuori luogo il commento del Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. Se da un lato appaiono inadeguate –  ha aggiunto all’Ansa – talune valutazioni espresse su realtà distanti dal suo ruolo istituzionale, dall’altro sarebbe più corretto che egli, in tema di sprechi, si domandasse se nell’interesse nazionale non fosse più opportuno accorpare talune Regioni, come l’Abruzzo, che producono meno della metà della ricchezza prodotta in media nelle 20 Regioni italiane”.

“I legittimi tormenti del Presidente Chiodi su come ridurre le inefficienze del settore pubblico italiano – ha concluso Navarra – apparirebbero più credibili se egli, piuttosto che guardare in casa d’altri, si facesse portatore di un progetto di riassetto istituzionale con l’obiettivo di ridurre il numero delle Regioni tenendo conto della loro capacità di produrre ricchezza. Ricordiamo al Presidente Chiodi che le Regioni hanno rappresentato, sin dalla loro costituzione, la principale fonte di crescita della spesa pubblica nel nostro Paese”.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, che si dichiara distante dalle posizioni di Giavazzi: “Non sono d’accordo con questo approccio che chiudere è bello. Magari è meglio integrare, sostenere, modificare o aiutare”.

Raffaele Nappi

One Comment

  1. pasquale says:

    faccio io la polemica! siccome ricostruire l’abruzzo dopo il terremoto costa troppo, l’Abruzzo meniamolo a mare! questa è la vostra stessa filosofia! ma state scherzando? se si vuole ricucire lo strappo nord-sud lo si fa anche con il potenziamento dell’università!

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