La straordinaria storia di Maud, all’Università a 15 anni: “Sogno una nuova vita, voglio diventare imprenditrice”

13 Ottobre, 2013

Università a 15 anni

Maud Chifamba ha 15 anni e va all’Università in Zimbawe. E’ la straordinaria storia, questa, di una ragazzina nata in una famiglia povera, che è riuscita a superare la morte dei genitori e che ora sogna una nuova vita. Vuole essere un’imprenditrice, ama rischiare.

“Non avevo i soldi per pagarmi i normali corsi scolastici e quindi ho dovuto studiare per conto mio per poi affrontare gli esami, e così sono riuscita a saltare alcune classi” – spiega Maud in un’intervista al Corriere.  “Sono stata ammessa all’Università quando avevo 14 anni in Zimbawe”.

Raccontaci della tua terra, Maud. “Lo Zimbawe è una terra ricca, ci sono tanti animali, la gente da noi ama imparare: abbiamo il tasso di alfabetizzazione più alto d’Africa. Ci sono tante attrazioni turistiche, come le cascate Vittoria”.

Si affronta anche il tema della disparità uomo-donna. “La scuola è più difficile per le ragazze? Sì, ci sono alcune zone rurali in Zimbawe dove si pensa ad istruire solo i bambini, lasciando sole le bambine. Ma nelle zone urbane oramai il trattamento è lo stesso. In Africa, comunque, ci sono più donne che uomini, ma alla fine del percorso universitario il rapporto si abbassa: abbiamo solo 20 ragazze per ogni 80 ragazzi. Sì, continuare a studiare è più difficile per una ragazza rispetto a un ragazzo”.

“Il problema riguarda soprattutto l’istruzione secondaria – continua -: alle elementari le ragazze sono spesso più brave dei ragazzi, e il numero è maggiore, ma passando alla scuola secondaria i ragazzi sovrastano le studentesse nel rapporto. Faccio un esempio: all’età della scuola secondaria ci si aspetta dalle ragazze molto di più per quanto riguarda i lavori domestici: devono lavare, cucinare per la famiglia, pulire, mentre i maschi non devono fare niente a casa e possono concentrarsi meglio sugli studi”.

Maud racconta la storia della sua famiglia. “Noi eravamo poveri, a volte non avevo nemmeno i soldi per andare a scuola. Sono stata fortunata perché le persone con cui sono cresciuta hanno creduto in me. Ho perso mio padre quando avevo 5 anni; quando lui è morto, purtroppo mia mamma era già ammalata di cancro: è morta anche lei, nel 2011”.

Le idee sul futuro, comunque, sono chiare. “Voglio diventare una donna d’affari, mi piace rischiare, mi piacerebbe essere un’imprenditrice e gli studi in contabilità mi aiuteranno a raggiungere i miei obiettivi. Creerò una mia azienda, e alla fine lascerò questa vita”.

“Sono in Italia con Terre des Hommes per dare la mia testimonianza sulla campagna in favore all’istruzione di qualità e alle pari opportunità. Penso che l’istruzione sia la prima cosa, la chiave per cambiare il mondo. Per cui se vuoi dare più diritti alle donne educa il mondo, e non soltanto le ragazze, ma anche i maschi, per far capire loro che le ragazze possono fare le stesse cose e anche di più”.

Prima di finire Maud ci lascia con un proverbio cinese che parla di futuro. “Se pensi all’anno prossimo, semina riso, se pensi ai prossimi dieci anni, pianta alberi. Ma se pensi ai prossimi cento, allora fai studiare gli uomini”.

Raffaele Nappi

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