La sentenza: insultare gli insegnanti è oltraggio a pubblico ufficiale

3 Aprile, 2014

professore

Insultare gli insegnanti? E’ un vero e proprio oltraggio ad un pubblico ufficiale. E’ questa la sentenza emessa dalla quinta sezione penale della Cassazione, che ha riaperto il processo a carico di una mamma toscana, accusata di ingiuria ai danni di una docente di scuola media, insegnante di sua figlia.

In un primo momento il giudice di pace di Cecina aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti della mamma, ma il procuratore generale di Firenze ha presentato ricorso in Cassazione, spostando la questione dall’ingiuria all’oltraggio a pubblico ufficiale, e dunque spostando la competenza dal giudice di pace al tribunale.

La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, annullando la decisione del giudice di pace. Gli atti, poi, sono stati trasmessi alla Procura di Livorno: “Sussistono tutti gli elementi”, si legge in una sentenza depositata oggi, del reato “di oltraggio a pubblico ufficiale”, caratterizzato dalla “offesa all’onore e al prestigio del pubblico ufficiale” che “deve avvenire alla presenza di più persone”, “essere realizzata in luogo pubblico o aperto al pubblico” e “avvenire in un momento nel quale il pubblico ufficiale compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni”.

Il reato di oltraggio, abrogato nel 2005, è stato reinserito nell’ordinamento nel 2009: oggi a qualificare il reato non è la “mera lesione in sè dell’onore e della reputazione del pubblico ufficiale”, quanto, come spiega la Cassazione, “la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a più persone presenti al momento dell’azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell’atto dell’ufficio ed a causa o nell’esercizio della funzione pubblica”.

Il legislatore “incrimina – si continua a leggere nella sentenza – comportamenti ritenuti pregiudizievoli del bene protetto a condizione della diffusione della percezione dell’offesa, del collegamento temporale e finalistico con l’esercizio della potestà pubblica e della possibile interferenza perturbatrice col suo espletamento”. Nel caso in esame, concludono i giudici, “tali elementi sussistevano” poiché “le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici in modo tale da essere percepite da più persone”; inoltre “l’insegnante di scuola media è pubblico ufficiale” e “l’esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi”. Insomma, prima di prendersela con gli insegnanti e difendere sempre e solo i propri figli, magari sarà meglio pensarci due volte.

 

43 Comments

  1. Mara Viel says:

    Troppo comodo chiamare in causa la presunta non preparazione pedagogica dei docenti cari genitori!il docente veniva rispettato dalle generazioni precedenti indipendentemente dal fatto che fosse più o meno gentile, simpatico o altro che vogliate aggiungere. il vero problema è che le famiglie non accettano la frustrazione di un comportamento ineducato da parte del proprio figlio perchè fare questo significherebbe ammettere di aver commesso qualche errore educativo all’interno delle mura domestiche, in primis, e mettersi in discussione come persone. Non si accettano i limiti, le regole, le diversità e tutto ciò va a scapito dei vostri figli che domani non sapranno adeguarsi alle regole del mondo del lavoro e a sopportare ciò che non piace.

  2. alteri mariano mario says:

    sono un rappresentante di classe che oggi si accinge a partecipare ad un consiglio di classe per motivi disciplinari , verso due alunni minori ( scuole superiori ), quello che mi suggerisce la coscenza sono due cose in particolare , 1) IL DIRITTO ALLO STUDIO e’ sancito dalla legge per TUTTI ! …….2″ Non possono convivere in classe interessi diversi da quelli del DIRITTO ALLO STUDIO . Se la scuola non è capace di insegnare a TUTTI , non è una scuola !, ….se la scuola non tutela i volenterosi dell’apprendere , non e’ una scuola !…….Se la scuola abbandona l’insegnamento dei più “disagiati”, non e’ una scuola ……..Ora per adempiere il suo dovere la scuola deve essere all’altezza del compito (DOTARSI QUINDI DI DOCENTI ALL’ALTEZZA DEL COMPITO , e retribuirli senza lamentele ) , capace quindi di distinguere le diverse esigenze di apprendimento, di comportamento , ……dovrebbe essere la scuola di TUTTI , almeno fino ai sedici anni ! ………… Ora io che frequento la scuola da osservatore esterno capisco solo che la SCUOLA E’ STATA ABBANDONATA DALLO STATO , NON NE DETERMINA NE LA CRESCITA INTELLETTUALE , NE ACOMPAGNA GLI ALUNNI VERSO UNA FORMAZIONE CULTURALE VALIDA , …….e la prima cosa che mi viene in mente è …..PERCHE’ ……….praticamente , salvo rare eccezzioni , la scuola così strutturata è diventato solo un luogo di parcheggio di : ….alunni in difficoltà che manifestando il loro disagio in classe( TROPPO SPESSO ABBANDONATI DALLA PROPRIA FAMIGLIA ), impediscono di fare lezione e di conseguenza vietano-negano il diritto allo studio agli altri , ………professori non idonei a stare in classe , completamente incapaci di trasmettere-il sapere , di pessimo esempio comportamentale ( ad alcuni di loro non dovrebbe essere consentito nemmeno l’accesso in classe ) , ………..regole e regolamenti troppo spesso inefficaci ed inefficenti a consentire il raggiungimento dello scopo iniziale , …….DIRITTO ALLO STUDIO A TUTTI ! ………….NELLE CONDIZIONI DATE E’ UN FALSO CLAMOROSO ! …….miliardi spesi male ……..docenti veri sottopagati , ….poco insegnamento valido agli alunni , ……nessuna prospettiva vera di cambiamento all’orizzonte !…morale della favola forse habbiamo i posti giusti ……..gestiti da persone sbagliate !

  3. alessandro says:

    Poveri ragazzi con certi genitori

  4. g.giuseppe says:

    gli eredi del ’68 hanno lasciato il segno

  5. Paola says:

    Quando io frequentavo le scuole superiori esistevano veramente i professori che mettevano paura, le interrogazioni non erano programmate, ogni giorno ti spiegavano 50 pagine, se prendevi 2 era molto difficile rimediarlo e se arrivavi con 5 a giugno andavi a settembre e se a settembre non prendevi un 6 pieno ripetevi l’anno scolastico anche per una sola insufficienza, se entravi in ritardo di 5 minuti andavi dal Preside che ti trattava come un pregiudicato e il giorno dopo ci pensavi bene a non arrivare in ritardo, durante la lezione c’era un silenzio tombale dalla paura che l’insegnate al minimo rumore decidesse di interrogare. Oggi le interrogazioni sono programmate, non si spiegano più di tre pagine a mattina accompagnate da mappe alla lavagna riassuntive dei contenuti essenziali, prima si dovevano prendere appunti da un Prof che spiegava senza alzarsi dalla sedia. Se prendi 4 ti richiamano 20 volte prima di lasciarti quel brutto voto e se anche vai in scrutinio con 4 molto probabilmente ti viene abbonato. Nonostante ciò ringrazio caldamente i professori che mi hanno fatto soffrire perché è da loro che oggi posso dire di aver imparato tanto.Certe esperienze vanno vissute per crescere e diventare migliori domani. Mia mamma quando mi lamentavo mi diceva che l’insegnante aveva sempre ragione e che se mi chiedeva molto aveva sicuramente i suoi buoni motivi

  6. Roberto says:

    Tutti si lamentono- sia chi ha ragione di lamentarsi che quelli che non avrebbero diritto. Ragazzi che si sentono protetti da genitori e da queste Leggi troppo democratiche, facendo casino nei luoghi dove si dovrebbe solo apprendere, comportandosi da Bulli e da maleducati, si intende non tutti. Gli Insegnanti che non hanno nessun potere per correggere comportamenti maleducati e violenti dei ragazzi,disinamorati del loro lavoro, preferiscono scaldare la poltrona, pensando ” chi se ne frega ” ignoranti sono e ignoranti rimarranno. I Direttori o Presidi, che per non aver grattacapi con i genitori o con la Stampa, non agiscono o operano nel modo dovuto per fronteggiare questo andazzo e questa situazione dilagante. Ragazzi che non meritano la promozione, sono promossi, passando di anno in anno ai superiori che alla fine trovano sempre maggior difficoltà nel capire le materie da studiare in quanto non avendoci messo l’impegno dovuto, ci troviamo Somari che vanno alle Università e se sono figli di papà diventeranno Parlamentari, medici, ingegneri, ragionieri ecc. immaginate il futuro della popolazione italiana in che mani si dovrà affidare– La Scuola deve diventare un luogo di rispetto, sia per gli Insegnanti che per gli Studenti, chi non rispetta le regole dettate, deve essere espulso dopo il 3 richiamo- Forse in questo modo le cose miglioreranno- La troppa democrazia spesso rovina l’ambiente….

  7. Luigi says:

    La verità è che molti genitori di oggi vorrebbero che la responsabilità di educare i propri figli se la prendano gli insegnanti. Loro sono troppo occupati a fare quello che fanno i figli: Facebook, Playstation, Palestra, ecc….

  8. Ravalli Salvatore says:

    Finalmente. Onore agli insegnati e demerito a genitori incoscienti e alunni maleducati. A scuola si va per imparare a leggere e scrivere no per fare ” casino ” sotto la copertura di genitori incapaci di gestire i propri figli. Genitori schieratevi dalla parte degli insegnanti e tutto cambierà. Avrete più sicurezza, farete crescere bene ed educati i vostri figli. Altrimenti vi troverete delle ” teste di sceccu’ disoccupati.

  9. Laura Mazza Buglione di Monale says:

    Mi sembra una sentenza diovvio buon senso. Ci vuole rispetto in ogni caso.Ma questo è un comportamento perfetto sconosciuto. ASCOLTO e RISPETTO vanno rivolti anche ai nostri ragazzi. Lapratica educativa si basa sempre e comunque sull ‘ESEMPIO.

  10. Luigi says:

    La scuola ormai è orientata verso il “babysitteraggio” e non l’istruzione e la formazione. Inoltre si è inserita la concorrenza tra scuole che ha fatto si che ci si prostri ai deisederi, anche i piu strani, dei genitori pur di avere una iscrizione. Metteteci la ” buona scuola” e la frittata è fatta.

  11. cinzia says:

    Sono completamente d accordo con la sentenza!!! É vero che ci sono pessimi insegnanti, ma ciò non autorizza, comunque, alunni e \ o genitori ad insultare i docenti!!! L educazione in primis!!!! Ora si insulta con estrema facilità….anche nella scuola primaria!!! Il dialogo,innanzitutto!!! Anche le famiglie devono dare il buon esempio, non solo i docenti!!!

  12. Ravalli Salvatore says:

    Io non sono insegnante. Sono convito però che si sono rotti gli argini tra scuola, insegnati, alunni e famiglia. Occorre riportare l’ordine nella scuola dove si va per imparare e non per fare “casino “. I ragazzi non studiano più e guai a riprenderli. Gli insegnanti si trovano spesse volte tra l’incudine e il martello. Non hanno al loro fianco le famiglie e devono guardarsi bene dall’ operare perchè dietro le loro spalle è pronta la ” carta bollata ” da parte di genitori incapaci di governare bene i propri figli nell’ambito familiare. Pretendono tutto e poi sono incapaci di gestirli a casa. Sono concorde alla sentenza emanata dal Giudice e spero tanto in una buona scuola dove si deve andare per imparare non solamente didattica ma anche educazione civica. Un invito ai genitori: schieratevi verso gli insegnati e guadagnerete molto in serenità.

  13. Sara says:

    L’odio verso gli insegnanti sembra ormai essere suffragato da una serie di casi e prove inconfutabili,io proporrei l’arresto finanche di qualche genitore idiota che dà credito a suo figlio altrettanto idiota e villano!E non sono una docente.

  14. Manu says:

    Nessuno ha scritto che il semplice finire in tribunale è stata una sconfitta sia dell’insegnante che del genitore!!! È tremendo pensare che un genitore non possa usare altro italiano più corretto e meno ingiurioso e che l’insegnante non abbia trovato altre scelte al di fuori della corte!!! È una perdita di civiltà enorme!!!

  15. Antonella says:

    Ho letto i commenti e come c’era da aspettarsi le opinioni sono molteplici. Io penso che il rispetto sia dovuto a prescindere dal ruolo (va dato a tutti in quanto persone) se si osservasse questa regola forse le cose andrebbero meglio. Non discuto sul fatto che alcuni docenti possano essere inadeguati, ma bisogna ammettere che lo sono anche alcuni genitori (non c’è una scuola che insegni ad essere genitori), forse basterebbe un po’ di umiltà da entrambe le parti nel comune interesse dei ragazzi. Sono un’insegnante e sono dalla parte dei discenti, ma confesso che a volte e molto difficile il rapporto con dei genitori poco obiettivi (o che conoscono così poco dei loro figli da ritenere che le cose lamentate dal docente non possano essere compiute dal proprio figlio…). A volte le persone cambiano comportamento a secondo del contesto in cui si trovano non riconoscendo che i valori dovrebbero avere il carattere della universalità …

  16. Lenebbiediavalon says:

    Peccato che non ci sono leggi che puniscono professori che insultano ragazzi e fanno mobbing. Abbiamo fatto presente alla preside l’atteggiamento è questa prof.ssa continua a comportarsi non correttamente. Mio figlio vive nel terrore quando c’è lei e fa fatica a studiare.

  17. Ada says:

    c’e’ un diffuso desiderio di protagonismo che ha invaso ogni anfratto delle nostre istituzioni. Anche la competenza non viene più rispettata e ognuno pensa che la libertà di espressione sia già un valore intrinseco indipendentemente dall’uso che se ne fa…e per quale traguardo la si eserciti…nella scuola il parere dei genitori è sicuramente molto importante e il fatto di avere l’occasione di ascoltare i pareri delle famiglie una conquista proprio della nostra generazione…cerchiamo di farne buon uso…

  18. Anonimo says:

    concordo pienamente con Irene.Parole sante.Famiglie e.a lunni :Ignoranti e presuntuosi

  19. Salvatore says:

    Insegnare ė un mestiere che va fatto con passione. Ne ho piene le scatole di professoroni scalda-cattreda. Deve tornare di moda il meritismo, fuori dai maroni se non ci sono le prestazioni minime necessarie. I ragazzi di oggi possono avere le loro colpe in questa societá malata, ma voi insegnanti cosa fate per migliorarla?

  20. Roberta says:

    La legge conferma la dignità del nostro ruolo davanti a famiglie “naturali” incapaci.In merito al parlato e allo scritto non c’è conoscenza n’è quindi applicazione delle regole contenute nei testi di grammatica.Io le insegno.

  21. Anonimo says:

    ciò che scrive Irene Says, è da me ,ketty Lerry totalmente condiviso.

  22. irene says:

    La diffusione in massa di PC, Tablet fino all’ultima applicazione di Whatsapp, tiene tutti (adulti e ragazzini) talmente impegnati in un mondo efferato che la semplicità del vivere e gestire le relazioni umane ha perso quella genuina e innata capacità della socializzazione: non c’è tempo per l’altro, non c’è tempo per l’ascolto dell’altro, nè la pazienza di rispettare “i TEMPI” dell’altro. si diventa incapaci di gestire situazioni conflittuali che sono sempre esistite. E pensare che questo aspetto è di primaria importanza nel mondo della scuola, ma è da anni che i docenti non riescono più a parlare dei valori della persona con la consapevolezza di essere sostenuti anche dalle azioni delle famiglie: i valori di civiltà appartengono ad un passato in cui ognuno si riconosce soltante nel proprio intimo, ma ci si vergogna ad ammetterlo con adeguato comportamento perchè è fuori dal comune (é da fessi. da gay, da femminucce, ecc) Su questo tutti ne abbiamo la nostra parte in famiglia, a scuola e nel lavoro!!!

  23. irene says:

    C’è guerra… d’interessi; se un docente si permette di contrariare un genitore per il bene dell’alunno su qualsiasi cosa. del tipo niente videogiochi o telefonini in classe. subito il genitore oltre alle ingiurie la minaccia di portare il figlio in altra scuola: “può un Dirigente perdere CLIENTI con relativo dimensionamento che pende sulla testa? NO!” Meglio dare la colpa alla troppa severità del docente ecc..

  24. pierina careddu says:

    Se i dirigenti nn difendono i propri docenti dagli attacchi di studenti e genitori che si permettono di insultare, siamo messi proprio male…spesso vediamo ds che intervengono “buonisticamente “durante i consigli disciplinari, quando si tratta di sospendere studenti che hanno offeso un docente!!

  25. Giusey says:

    X fortuna che qualcuno
    ha vigilato complimenti al giudice

  26. linda says:

    Credo nell’importanza del dialogo educativo finalizzato alla crescita degli alunni.Il nostro ruolo é molto delicato e per me è un sollievo confrontarmi con i genitori.Spero che questo episodio resti sempre un fatto isolato, da condannare assolutamente.

  27. Fabio says:

    Dipende anche dal contesto e dalla situazione: capita anche che siano degli insegnanti a sbagliare per primi….

  28. Marianna says:

    Giuditta, sei sicura di essere un’insegnante? Il tuo testo e’ pieno di strafalcioni grammaticali e te lo dice una persona che non e’ un’ insegnante. Poveri alunni!!!

  29. grace says:

    giuditta says…. sicura di essere un’insegnante? sicuramente non insegni lingua e letteratura italiana

  30. mariapaola says:

    Come minimo…. Eppure il dileggio, la delegittimazione con insinuazioni offensive su ferie e merito , da decenni , è lo sport preferito di capi di governo e ministri che hanno evidentemente mal digerito gli insegnamenti ricevuti e riversano sugli insegnanti (ma anche sui sindacati e ora sui magistrati) le loro frustrazioni di esseri incapaci e inutili.

  31. francesco says:

    La problematica non riguarda solo gli insegnanti e il loro rapporto con gli alunni, ma tutti i lavoratori e il loro rapporto con chi ne fruisce direttamente o indirettamente. E’ il rispetto dei lavoratori e del lavoro che sono in gioco. L’aver banalizzato il valore del lavoro, ad ogni livello, ha ridotto di molto la percezione del valore e della dignità di chi lo compie!

  32. erika says:

    io non sono un’insegnante,ma faccio ripetizioni da 5 anni e ho esperienza diretta

    con bambini,ragazzini e adolescenti e concordo in pieno sul fatto che spesso i ragazzi ricevano poca educazione in famiglia.molti dei ragazzi vengono da me perchè perseguitati dagli insegnanti,quando in realtà sono i genitori ad avere le fettedi salame sugli occhi.sempre e in ogni caso pensano di avere dei figli fenomeni.

    Purtroppo non vedono le crepe nel loro carattere. Non nego che ci siano insegnanti incompetenti o ingiusti a volte,ma i genitori sono abbastanza intelligenti in questi casi a non attaccare a male parole e ad essere civili.
    Mio figlio maggiore frequenta la materna: vedere bambini di 4 o 5 anni alzare le mani,la voce ed ottenere quello che vogliono con un pianto isterico non è certo il massimo.

  33. Francesca Lombardo says:

    Dai commenti un po’ aggrezsivi di alcuni genitori che hanno espresso il loro immediato risentimento ler questa sentenza, mi dispiace dover confermare che il comportamento dei ragazzi a scuola, dipende molto dall’esempio che ricevono in famiglia, dall’educazione scadente che ricevono da alcune trasmissioni televisive e dall’abitudine che hanno ormai acquisito di non rispettare niente e nessuno. Se si è arrivati a pronunciare una sentenza di tale natura, evidentemente sarà stato perché le mancanze di rispetto diventano sempre più pesanti e frequenti. Sarebbe meglio, soprattutto per gli stessi ragazzi che le famiglie fossero unite agli insegnanti nel voler dare ai propri figli una formazione educativa più idonea a farli poi apprezzare in qualunque ambiente si trovino. Se ho scritto con qualche errore, chiedo scusa ma sto udando il cellulare che trovo meno comodo della normale tastiera.

  34. Alunno says:

    Quanta frustrazione fra gli insegnanti!!!!!!!!!

  35. Ro says:

    ma se siete entrambe insegnanti come mai scrivete cosi male??

    Sarebbe giusto andare a valutare i casi nello specifico di volta in volta. Cosi come ci sono studenti o genitori irrispettosi esistono anche insegnanti pessimi dal punto di vista umano.

  36. paolo says:

    I docenti sono l’ingrediente fondamentale di ogni progresso. Rispettiamoli, spingono la carretta da decenni senza alcun premio da parte dei governi.. che anzi continuano a non capire l’importanza delle scuole e delle università

  37. gina says:

    finalmente! sono una docente della scuola media e sono perfettamente d’accordo con la sentenza . Per molti genitori ,i loro figli sono vittime degli insegnanti perché a casa raccontano ciò che a loro conviene e così gli insegnanti diventano persone insensibili. crudeli e senza rispetto verso gli altri quando invece è tutto al contrario . Con i miei alunni ho avuto sempre un bel rapporto perché oltre ad essere una docente sono la mamma di un’adolescente e spesso capisco le problematiche della loro età . Spero che nel mio futuro professionale di non dovermi mai scontrare con qualche genitore furioso

  38. Roberta says:

    A conferma del fatto che gli insegnanti hanno ragione più spesso di quanto si pensi, gli scritti di cui sopra, i quali, in quanto a grammatica, dimostrano quanto, in condizioni di allievi, noi tutti avremmo il dovere di imparare e tacere!

  39. antonella says:

    ma anche un insegnante di scuola privata paritaria è a questo punto un pubblico ufficiale?

  40. Anonimo says:

    ….e quando sono i prof a insultare i ragazzi ???

  41. sara says:

    peccato che hai minorenni si possa fare ben poco

  42. giusy says:

    Era ora finalmente! Sono una docente ovviamente, ho 40 anni e ai miei tempi alle scuole medie vigeva un silenzio in classe un rispetto ed una educazione per il professore immensa. Ora la scuola è veramente vergognosa, non c’è più rispetto, educaz5bione. Ormai i presidi ci hanno tolto la dignità volendo promozioni per tutti, studiosi e somari. In più dobbiamo subire le vessazioni dei genitori perché i loro figli sono tutti angioletti e scienziati

  43. giuditta says:

    sono un insegnante anch’io sono d’accordo con la sentenza, quando gli insegnanti alle superiori umiliano i ragazzi come si chiama ? Da premettere che non sono una una mamma che da ragione alla propria figlia anzi troppa ragione ai professori.Cosa si fà a questo punto? Vorrei un consiglio i ragazzi sono terrorizzati da questa prof.mia figlia va volentieri a scuola ma quando c’è lei gli vengono attacchi di panico.

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