Il ministro e le borse di specializzazione: alla ricerca del fondo che non c’è

21 Maggio, 2014

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Non c’è solo il test d’ingresso ad animare le giornate del ministro Giannini. Ad alimentare le polemiche è la tanto discussa questione delle borse di specializzazione medica, che da tempo rimangono senza coperture.

Nel question time elettorale di ieri, il ministro ha risposto in maniera chiara, ma lasciava intendere che la soluzione è ancora lontana: “Ho parlato con MEF anche di questo tema. Il MIUR ha trovato una quota di fondi per arrivare ad un aumento che però non è sufficiente al ripristino delle quote dello scorso anno. Abbiamo chiesto al MEF di aggiungere i fondi mancanti”.

I giovani medici, però, non ci stanno: “Siamo stanchi dei soliti annunci a mezzo stampa del ministro, senza essersi confrontata con nessuno. In pochi mesi sta distruggendo le uniche cose che funzionavano a medicina senza invece risolvere nemmeno uno dei numerosi problemi”.

“Il Ministro Giannini ha veramente superato il limite, i suoi atteggiamenti dispotici e la mancanza di dialogo con le associazioni di rappresentanza dei medici e degli studenti di medicina l’hanno portata a commettere una serie di errori che rischiano seriamente di compromettere la qualità della formazione oltre alla programmazione ( in realtà già deficitaria) degli accessi a medicina” – continuano.

La notizia della volontà del ministro di abolire i test di medicina, poi, ha scatenato l’ira dei giovani medici: “Il metodo di selezione alla “francese” in Italia è inattuabile per una serie di motivi: in primo luogo logistici (80 mila persone giusto negli stadi possono fare lezione), in secondo luogo per uno scadimento della qualità della didattica e per l’annullamento di tutte le attività pratiche già ora praticamente ridotte all’osso.

Per i giovani medici “un metodo di selezione basato sugli esami del primo anno favorirà i cosiddetti #amicideibaroni che entreranno senza alcun problema ( tutti sappiamo come funzionano per loro gli esami orali ) e anche gli esami scritti non sarebbero controllati come un test d’ingresso su scala nazionale e correzione centralizzata e sarebbero pertanto una farsa”.

E non finisce qui. I “MediciInFormazione” lanciano una mobilitazione via Twitter che, promettono, “se inascoltata è destinata a trasformarsi in una nuova manifestazione di piazza. Gli hashtag sono #gianniniamicadeibaroni #iltestnonsitocca

 

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Raffaele Nappi

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