Addio Tfa e percorsi abilitanti: ecco come si diventerà insegnanti con La Buona Scuola

24 Aprile, 2015
Addio Tfa e percorsi abilitanti: ecco come si diventerà insegnanti con La Buona Scuola
Scuola
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Il DDL La Buona Scuola sta scatenando un’enorme mole di proteste, tra l’eccesso di potere conferito ai dirigenti scolastici e le modalità di assunzione dei precari ancora poco chiare, ma il disegno di legge si propone anche di regolamentare il futuro accesso alla professione degli insegnanti che verranno. Nella seconda parte del DDL, infatti, è contenuta una serie di deleghe su svariate tematiche tra cui la “riforma del sistema per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento ai fini dell’accesso alla professione”.

Il Fatto Quotidiano ha svelato i contenuti dell’emendamento che il Partito Democratico proporrà per rivoluzionare l’accesso all’insegnamento: cancellare Tfa e lauree abilitanti; con la riforma ci sarà un unico concorso che darà accesso ad un percorso unico di formazione e reclutamento (retribuito, gratuito e utile ai fini della della pensione) al termine del quale si otterrà la tanto agognata cattedra in maniera definitiva.

L’emendamento di legge che regolerà questa materia è stato affidato alle deputate PD Simona Malpezzi e Manuela Ghizzoni. La loro idea è quella di unire in un unico percorso la formazione e il reclutamento: dopo la laurea magistrale nelle materie di competenza e con il conseguimento di almeno 36 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche, gli aspiranti insegnanti potranno partecipare al concorso unico che avrà cadenza annuale. Coloro che supereranno i test, rigorosamente a numero chiuso, potranno accedere au percorso triennale di formazione e apprendistato: il primo anno si consegue un “diploma di specializzazione”, con un corso fra università e scuola (simile in fondo all’attuale Tfa); nel secondo e nel terzo anno si mette piede in classe, con un graduale aumento delle responsabilità (dapprima sotto la supervisione di un tutor fino alla completa autonomia al termine del percorso).

Una delle differenze più interessanti rispetto all’attuale sistema di abilitazione dei docenti sta nei suoi costi: mentre i Tfa sono a pagamento (circa 2.500 euro annui), l’apprendistato sarebbe retribuito e valido ai fini previdenziali. Questi “apprendisti professori” verrebbero utilizzati anzitutto per le supplenze brevi per poi inserirsi gradualmente nel tessuto scolastico durante il triennio al termine del quale, previa valutazione positiva del personale scolastico e del dirigente, otterrebbero automaticamente la cattedra a tempo indeterminato.

Un cambiamento enorme rispetto ai percorsi abilitanti attualmente previsti per accedere alla professione di insegnante e anche rispetto all’iniziale proposta del governo di istituire lauree abilitanti. La proposta PD, tuttavia, è e rimane una proposta ed è facile immaginare che stimolerà un acceso dibattito nel momento in cui verrà presentata in Commissione parlamentare. Nel caso in cui venisse approvato questo emendamento, così com’è o dopo aver subito delle modifiche, l’esecutivo avrebbe 18 mesi di tempo per predisporre e rendere operativo un sistema che lo garantisca. Ciò significa che si renderebbe comunque necessario un terzo ciclo di Tfa e che il Governo dovrebbe varare una sanatoria per uniformare al nuovo percorso tutti gli aspiranti docenti senza penalizzare chi è già abilitato.

Il dibattito comincia ora; il cambiamento, in un senso o nell’altro, è necessario perché, come si legge nel DDL La Buona Scuola, il vecchio sistema di abilitazione e reclutamento “si è trasformato in uno strumento non per diventare docenti, ma per diventare precari”.

5 Comments

  1. raffaele says:

    Più potere ai presidi significa più corruzione? Possono assumere i soliti raccomandati, parenti, amici e…….che valore si darà al voto di laurea e alle abilitazioni acquisite?

  2. Rossella says:

    Insomma alla fine della favola quelli che si vuole è una bella sanatoria ‘dentro tutti’. Ma come si entra nella scuola negli altri paesi? Ad esempio in Finlandia. Se è un ‘dentro tutti’ e blocchiamo i concorsi finché non sono tutti di ruolo, blocchiamo la scuola per i prossimi 20 anni

  3. Elisabetta says:

    Tre anni !?!?!!? Chi insegna già… Deve mollare tutto e fare tre anni !!!!!!

  4. ale says:

    Che vergogna! Bisogna sanare prima tutti gli abilitati ed abilitanti TFA (che sono stati costretti a sostenere prove + rigide del concorsone, oltre esborso economico di circa 3000 euro)!

  5. Anonimo says:

    No sta gente non ha niente altro da fare ? Queste signore hanno almeno una laurea?

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