Consiglio di Stato: “Paghe più alte ai ricercatori che insegnano”

5 Agosto, 2015
Consiglio di Stato: “Paghe più alte ai ricercatori che insegnano”
Inchieste
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Vittoria al Consiglio di Stato per gli 87 ricercatori del Politecnico di Milano, che potranno avere “paghe più alte se insegnano”.

Lo scorso 5 marzo il TAR della Lombardia aveva accolto il ricorso presentato dai ricercatori con contratto a tempo indeterminato disponendo, di fatto, l’annullamento del regolamento del Politecnico per “l’impegno didattico dei professori e dei ricercatori”. Il regolamento prevedeva di utilizzare i ricercatori per l’attività di docenza senza “la congrua retribuzione aggiuntiva” come previsto dalla legge: inoltre, obbligava tutti i ricercatori a svolgere attività didattiche non dovute.

Successivamente l’Ateneo aveva deciso di procedere contro la sentenza, appellandosi al Consiglio di Stato. Ora il Consiglio di Stato si è pronunciato, e con chiarezza. “E’ un’importante conferma – sottolinea la CGIL, al fianco dei ricercatori dall’inizio della vicenda – A questo punto, il rettore del Politecnico deve prendere subito in considerazione la necessità di affrontare i pronunciamenti di TAR e Consiglio di Stato come direzioni di discussione per la tutela della qualità dell’attività di docenza curriculare del suo Ateneo”.

 

L’Ateneo precisa:   

1)      La discussione avvenuta in Consiglio di Stato il 30 luglio u.s. si è esclusivamente incentrata sulla richiesta effettuata dal Politecnico di sospendere gli effetti prodotti dalla sentenza di primo grado, in attesa della decisione definitiva sul merito della questione;

2)      L’ordinanza n. 3563/2015 adottata dal Consiglio di Stato non contiene pertanto alcun accertamento definitivo sul merito della vicenda ma si limita a ritenere il danno lamentato dal Politecnico (cioè l’impossibilità di affidare ai ricercatori, senza retribuzione aggiuntiva, lo svolgimento di esercitazioni per 80 ore l’anno) non a tal punto “grave e irreparabile” da giustificare la sospensione temporanea degli effetti della sentenza di primo grado;

Michele Giovannini, Professore di diritto amministrativo, Delegato del Rettore agli affari legali del Politecnico di Milano

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