Big Data, presentato al Miur il Rapporto su scuola e università

29 Luglio, 2016
Big Data, presentato al Miur il Rapporto su scuola e università
Università
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Giannini: “Rappresentano opportunità, nostro obiettivo incentivare cultura dei dati a scuola e nelle università”

“Diffondere e incentivare la cultura dei Big Data a scuola e nelle università”. Questo l’obiettivo individuato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, nel corso della presentazione del Rapporto prodotto dal Gruppo di lavoro sui Big Data da lei stessa istituito al Miur.

Fra gli obiettivi individuati dal Rapporto presentato ieri, l’inserimento di moduli di data science in tutti i corsi di studio universitari, percorsi di laurea magistrale e master dedicati, un’attenzione specifica al tema dei Big Data nei bandi che scaturiranno dal Programma Nazionale per la Ricerca, una maggiore educazione al valore del dato nelle scuole come parte dello sviluppo delle competenze digitali, percorsi didattici sui dati Big e Open, il miglioramento della fruizione e diffusione del vasto patrimonio informativo del Miur, anche integrato con fonti di dati esterne.

“Con questo Rapporto il Ministero, attraverso il Gruppo di lavoro, presenta per la prima volta una propria riflessione attenta e di qualità su questo tema da cui sono nati spunti e sollecitazioni a cui daremo risposte immediate”, ha dichiarato il Ministro Stefania Giannini. Fra i primi obiettivi “c’è il miglioramento della gestione e diffusione dei nostri dati. Sul fronte della scuola, andremo avanti con il Piano Nazionale Scuola Digitale che è già in fase avanzata e ha già dato frutti. Penso al progetto Programma il Futuro grazie al quale abbiamo coinvolto 1 milione di ragazzi in attività di coding e pensiero computazionale. Similmente a quello del coding, lavoreremo per offrire un percorso di Big Data a tutti gli studenti e studentesse italiane”.

“Metteremo poi in campo tutte le azioni possibili, anche con incentivi economici, per incoraggiare gli atenei a diffondere la cultura della gestione dei Big Data in tutti i livelli dei corsi di laurea. Dati aperti e scienza aperta sono le basi imprescindibili per un sempre più solido rapporto tra scienza e società”, ha concluso il Ministro.

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